Capitalia: Abn mette «in guardia» Intesa

Dagli olandesi una presa di posizione «tattica» dopo giorni di indiscrezioni

da Milano

Gli olandesi di Abn Amro non ci stanno a essere tirati per la giacchetta, come si suol dire, sui destini di Capitalia. Il loro presidente lo ha chiarito ieri, dopo giorni di indiscrezioni e ricostruzioni varie: citando notizie di stampa italiane secondo cui Capitalia starebbe per fondersi con Antonveneta - controllata ormai al 100% da Abn - Rijkman Groenink ha detto che «bisognerebbe trascurarle». E poi: «Riguardo a tutte le varie speculazioni, potete scordarvele perchè c’è un patto di sindacato». Così ha parlato durante l’assemblea degli azionisti di Abn, che in Capitalia è azionista con il 7,7%, primo socio nel patto di sindacato che controlla il 31% del gruppo. E non a caso il titolo Capitalia ha ceduto, in Borsa, lo 0,8% a 6,8 euro.
Groenink ha anche però detto, a proposito di una possibile fusione, che «l’attuale piano di Capitalia è basato sull’indipendenza. Se il board ci presentasse un piano industriale, lo valuteremmo. Ma è una situazione molto teorica», ha voluto aggiungere il banchiere olandese, ricordando che «abbiamo sempre detto che consideriamo Capitalia molto interessante, gestita molto bene e altamente profittevole».
Una serie di dichiarazioni che sembrano mandare al mercato un segnale preciso: Abn è e resta socio fedele di Capitalia, di cui apprezza e sostiene il management. Dunque non sono allo studio operazioni ostili. Allo stesso tempo, però, Abn non intende stare a guardare o tantomeno subire iniziative altrui. In questo caso sarebbe pronta a reagire. Nel frattempo, almeno di qui a ottobre, quando Abn Amro potrebbe decidere di uscire dal patto (ne avrebbe la facoltà), gli olandesi restano al loro posto, non avendo fretta di prendere alcuna decisione.
Va da sé che un tale messaggio appare, benché indirettamente, indirizzato verso Banca Intesa. È infatti il gruppo milanese, attraverso varie dichiarazioni dei suoi vertici, che ha manifestato interesse per Capitalia. Avances non ricambiate, però, dall’amministratore delegato del gruppo Matteo Arpe. In questo quadro gli olandesi sembrano prendere posizione al fianco di Arpe, e comunque in difesa del proprio investimento. In ogni caso Groenink non si è sbilanciato sulle ambizioni di Intesa: «Non voglio prendere posizione», ha detto, spiegando che «se questa proposta verrà portata al board di Capitalia, la affronteremo. Ma non voglio commentare situazioni ipotetiche». In ogni caso l’Italia è stata al centro della giornata assembleare del gruppo olandese, che tra Antonveneta e Capitalia resta concentrato sulla Penisola più che altrove. E a chi gli chiede se lo shopping sia destinato a proseguire, Groenink glissa. Mentre il suo plenipotenziario per l’Europa, Dolf Collee, ha spiegato che «la quota di mercato complessiva in Italia è abbastanza bassa, ma è molto buona nel nord-est, che consideriamo quindi un nostro mercato domestico».