Capitalia allarga il «salotto» dei soci

Entrano anche Italmobiliare e Fineldo Entro gennaio 4% da redistribuire

da Milano

Entro metà gennaio i diciotto soci che siedono nel patto di sindacato di Capitalia dovranno decidere come ripartirsi una quota prossima al 4% circa del capitale. La tempistica del riassetto azionario del gruppo romano è stata anticipata ieri dall’agenzia Radiocor secondo cui la decisione sarebbe stata adottata nella riunione del patto durata poco più di un’ora.
Con il presidente del patto, Vittorio Ripa di Meana, i grandi soci di Capitalia hanno sancito l’esordio nel salotto buono dei quattro «esordienti: Italmobiliare di Gianpiero Pesenti, Fineldo della famiglia Merloni, Fininvest e il gruppo Angelini (1% complessivo il peso azionario). I nuovi soci, che hanno firmato l’accordo parasociale, sono entrati attraverso i previsti rapporti di concambio con l’Mcc, la banca d’affari del gruppo romano coinvolta insieme a Fineco nel riassetto voluto dall’amministratore delegato Matteo Arpe. Il patto riunisce complessivamente il 31,6% del capitale, di cui il 30,5 sindacato, ma in base alla normativa vigente a gennaio potrà crescere di un ulteriore 3% senza incorrere negli obblighi di Opa. Confermata, inoltre, l’intenzione di Toro (ora all’1,99% sindacato) di cedere l’1% altri soci sindacati.
Una parte del 4% oggetto del riassetto potrebbe essere assorbita da Abn Amro. La Banca olandese, che dopo il dissequestro del pacchetto Antonveneta nelle mani di Bpi dovrebbe presto diventate l’unico azionista del gruppo padovano, deve infatti decidere il destino del proprio investimento in Capitalia. E in particolare se reintegrare la propria quota ovviando alla diluizione dal 9% al 7,5% dovuta alla prevista fusione con la controllata Fineco.