Capitalia fa i conti con Pirelli

La Borsa si interroga sull’uscita della Bicocca. Fininvest entra nel cda romano

Marcello Zacché

da Milano

Pirelli e Capitalia accendono l’attenzione del mercato. Ieri, per entrambe, la seduta è stata negativa: una perdita di oltre il 3% per la Bicocca (a 0,81 euro) e dello 0,3% per Capitalia (5,79 euro). Il fil rouge che lega i due gruppi è l’annuncio, martedì, della cessione da parte della Pirelli di partecipazioni azionarie per 400 milioni.
Tra queste ci dovrebbe essere l’1,9% del gruppo romano, che vale da solo poco meno di 300 milioni. E se è naturale che il mercato abbia penalizzato Capitalia in vista dell’arrivo di un forte pacchetto azionario, il forte calo di Pirelli sembrerebbe invece dovuto alle perplessità sull’effettiva fattibilità delle dismissioni (oltre a Capitalia è «in lizza» anche una parte della partecipazione detenuta da Pirelli in Mediobanca) in tempi ragionevoli: si tratta di quote legate a patti parasociali. E non solo: Capitalia è anche azionista nei patti di sindacato sia della stessa Pirelli, sia della holding a monte, la Camfin. L’uscita della Pirelli dal capitale, in altri termini, può apparire come una mossa quantomeno difficile.
Altra storia quella di Capitalia, alle prese con il riassetto del suo patto di sindacato, dove Pirelli ha appunto l’1,9%. Come noto l’anno prossimo il primo socio del patto, gli olandesi di Abn Amro con il 7,7%, potranno uscire. Se anche Pirelli decidesse di offrire la sua quota dell’1,9%, il presidente della banca Cesare Geronzi si troverebbe quasi il 10% del capitale (e del patto che raccoglie il 30,5%) in cerca di destinazione.
Di fronte a questa ipotesi è verosimile immaginare che nei prossimi mesi il gruppo romano si possa muovere, a livello di soci, per guardare avanti. E in questo senso potrebbe diventare importante il ruolo del gruppo Fininvest, che in occasione dell’incorporazione di Mcc (ex merchant bank di casa) è entrata nel patto e ha poi arrotondato all’1,5% la sua partecipazione in Capitalia. Che oggi, una volta chiusa l’avventura in Hopa, rappresenta la più importante quota finanziaria della holding di Silvio Berlusconi, dopo quella di Mediolanum. Per questo c’è già la disponibilità dell’amministratore delegato di Fininvest, Pasquale Cannattelli, a entrare nel cda di Capitalia, cooptato al posto di Antonio Belloni, ex rappresentante di De Agostini-Toro. Anche di questo, seppur informalmente, si potrebbe parlare oggi a Roma, in occasione della riunione del nuovo patto di sindacato.