Capitalia, tra Geronzi e Arpe finisce pari

da Milano

Intesa al vertice di Capitalia sulle strategie della banca: il presidente Cesare Geronzi e l’amministratore delegato Matteo Arpe si dividono le competenze d’indirizzo. Arpe mantiene le strategie industriali e a Geronzi vanno i poteri per le alleanze, comunque da verificare con lo stesso Arpe. Al termine di una riunione dal clima molto teso durata oltre sei ore, il cda di Capitalia ha sciolto così, all’unanimità, i contrasti al vertice dell’istituto.
La riunione si è svolta in due parti. La prima è stata dedicata, appunto, alle strategie, e la soluzione trovata è quella della «separazione» di comptenze. A Geronzi vanno tutti i poteri su aggregazioni e operazioni straordinarie.
Lo stesso Geronzi ha fatto mettere a verbale che egli eserciterà tali poteri «dopo essersi consultato con l’amministratore delegato». E tale delibera è stata votata a favore anche da Arpe. L’ad di Capitalia si è invece astenuto sugli altri punti votati dal board.
Il cda ha discusso anche sulle questioni organizzative e ha deciso di rinviare le delibere relative, in modo tale da poter approfondire adeguatamente tali temi attraverso un’analisi congiunta del comitato di controllo interno, dell’amministratore delegato e della struttura operativa. La strada del rinvio è stata scelta anche in seguito a un confronto avvenuto prima del cda con la Banca d’Italia.
Rinviata, in particolare, la conclusione della discussione sui cosiddetti «principi» relativi agli equilibri interni alla banca, che si è svolta sulla relazione dei tre saggi, Paolo Savona, Alberto Rossetti e Salvatore Mancuso. Il lungo dibattito, riferiscono fonti vicine al consiglio, «è stato interessante, approfondito e costruttivo». Contributo a tale dibattito è stato portato, in particolare, dai consiglieri Roberto Colaninno, Pierluigi Toti ed Ernesto Monti. Molta attenzione è stata dedicata ai rilievi posti da Arpe sull’impatto di tali principi sulla gestione della banca e nei confronti del mercato.
Il board, subito dopo il conferimento dei poteri sulle scelte strategiche, ha approvato una serie di delibere con lo scopo «di ottimizzare il ruolo del consiglio e l’apporto dei consiglieri».
In quest'ottica, secondo quanto è stato riferito, è stato istituito il «comitato nomine», che sarà composto dal presidente, dal vicepresidente Paolo Savona, dall’amministratore delegato Matteo Arpe e dai consiglieri Silvio Bianchi Martini e Salvatore Mancuso, con una maggioranza quindi di consiglieri indipendenti.
Il dibattito sul futuro della banca continuerà già oggi: nel pomeriggio è in programma a Roma la riunione del management committee del gruppo. Si tratta dell’organo a cui partecipano tutti gli ad delle controllate e i responsabili delle linee operative.