Capitalia, il riassetto slitta a novembre

da Milano

I soci di Capitalia hanno discusso ieri l’allargamento del patto di sindacato senza arrivare a una conclusione. Il dibattito proseguirà nella riunione del mese prossimo. Lo ha detto ai giornalisti il presidente del patto, Vittorio Ripa di Meana, al termine dell'incontro di ieri mattina in cui si è anche parlato della distribuzione della quota di Pirelli che è stata suddivisa fra sei soci del patto che hanno acquisito le azioni al prezzo di 6,69 euro. «C’è stata una discussione sull’allargamento, si riprenderà il mese prossimo», ha detto Ripa di Meana. Alla domanda se Generali, in via di acquisizione di Toro, membro del patto, abbia chiesto di entrare, Ripa di Meana ha risposto: «Non lo hanno ancora chiesto speriamo che lo facciano». Generali ha una quota totale, compresa quella detenuta attraverso Toro, del 2,35% di Capitalia. In precedenza un altro partecipante alla riunione, il presidente della Fondazione Banco di Sicilia, Giovanni Puglisi, aveva detto che non si era discusso di allargamento del patto. Al termine della riunione è stato diffuso un comunicato in cui sono indicate le percentuali di acquisto della quota di azioni messa in vendita da Pirelli. L’1,92% del capitale venduto dalla società del gruppo di Marco Tronchetti Provera è stato così ripartito: Abn Amro 0,948%, Fondazione Manodori 0,255%, Fondiaria Sai 0,387%, Cinecittà 0,175%, Fininvest 0,123%, Fineldo 0,027%. In virtù delle decisioni di ieri, che saranno regolate entro la fine del mese, le altre partecipazioni dei soci del patto saranno: Abn 8,608%, Fondazione Manodori 4,125%, FonSai 3,517%, Regione Siciliana 2,84%, Tosinvest 2,11%, Toti 2,005%, Fondazione Banco Sicilia 1,71%, Fininvest 1,123%, Toro 1,01%, Financo 1%, Colaninno 0,86%, Marchini 0,77%, Fineldo 0,427%, Ellefin 0,38%, Tosi 0,25%, Sirefid 0,15%, Angelini 0,13%. Pirelli esce da Capitalia con una plusvalenza di oltre 200 milioni di euro.