Capitalia riprende la sua corsa in Borsa

Dopo lo stop di lunedì, ieri rialzo del 2,3% Tronchetti: «La banca parli con Intesa»

da Milano

Dopo la reazione di lunedì 13, quando il titolo Capitalia ha ceduto il 2%, ieri le azioni della banca guidata da Matteo Arpe hanno ripreso a correre. Chiudendo in rialzo del 2,3% a 6,8 euro e con scambi per 25 milioni di titoli, pari a oltre l’1% del capitale.
La risposta del mercato, lunedì, è forse stata una valutazione «a caldo» della mossa annunciata venerdì sera: l’acquisto del 2% di Banca Intesa da parte di Capitalia. Un’operazione finalizzata a stoppare eventuali iniziative milanesi e come tale interpretata dalla Borsa come un freno a eventuali speculazioni.
In realtà, «a freddo», gli operatori hanno digerito la novità come un passaggio obbligato per Capitalia (che in questo modo si è tutelata da eventuali intenzioni ostili di Banca Intesa, che non potrà a questo punto superare il 2% dei diritti di voto, salvo lanciare un’Opa in contanti su almeno il 60% del capitale), e continuano a ritenere la banca romana una delle protagoniste del processo di consolidamento del sistema.
Semmai il momento giusto è rimandato a dopo le elezioni del 9 aprile, ormai imminenti, anche per vedere in quale cornice politica si potrà porre un’eventuale aggregazione tra la Banca Intesa del prodiano Giovanni Bazoli e la Capitalia del più neutrale Cesare Geronzi. Anche perché lo stesso presidente di Capitalia rimarrà interdetto dalle cariche sociali fino al 21 di aprile. Due giorni prima, tra l’altro, dovrebbe tenersi l’assemblea dell’istituto capitolino, occasione ideale per vedere se tra gli azionisti sarà presente qualche novità di rilievo.
Nel frattempo non è forse un caso che un protagonista della scena finanziaria quale il presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera abbia ieri affermato che è necessario lasciare che Capitalia ed Intesa «parlino tra loro» perchè «sono le parti a decidere». E Tronchetti, tramite la Pirelli (membro del patto di sindacato della banca romana con una quota dell'1,92%) rappresenta una di queste.
Di certo, di qui a fine aprile, non mancheranno le occasioni tra i consiglieri e tra i soci per parlare tra loro.
A cominciare dal cda di lunedì prossimo, convocato per approvare il bilancio 2005. L’impressione, infatti, è che i 18 componenti del patto di sindacato di Capitalia debbano confrontarsi a fondo sul futuro dell’istituto e sul loro stesso ruolo in vista della nascita di una super banca nella quale gli equilibri tra gli azionisti forti rappresenteranno senz’altro il nodo «politico» più evidente.