Capitalia supera il primo esame-Unicredit

Fiorentino: «No a operazioni straordinarie. Mediobanca? Credo che l’Antitrust non cambierà i nostri impegni»

da Milano

L’«ultima volta» di Capitalia è andata in onda ieri, un po’ in sordina. L’occasione è arrivata dalla presentazione dei dati semestrali - approvati dall’ultimo cda presieduto da Cesare Geronzi - che si è svolta con una conferenza telefonica aperta ad analisti e alla stampa. Poi c’è stata una sorta di ideale «sciogliete le righe», perché già dal primo ottobre sarà effettiva la fusione con Unicredit. E il prossimo bilancio sarà scritto tenendo conto del nuovo gruppo.
A guidare la presentazione è stato il vice amministratore delegato di Unicredit Paolo Fiorentino, da poco nominato ad di Capitalia per traghettare la banca romana, dopo le dimissioni di Matteo Arpe, verso il suo futuro. Fiorentino ha presentato una semestrale sostanzialmente positiva: margine d’interesse in crescita dell’11%, ricavi del 10% a 2,961 miliardi, rapporto costi-ricavi in calo da 59,4 a 56,2%, risultato lordo in aumento del 18% a 1,296 miliardi. In calo c’è solo l’utile netto, del 6%, a quota 531 milioni, ma si tratta di un dato dovuto al venire meno di partite straordinarie per 90 milioni (solo la cessione di Fineco Assicurazioni ne aveva portati in cassa 50). Ma quello che Fiorentino ha affermato con maggiore soddisfazione è il fatto che la nuova gestione non ritiene di dover effettuare operazioni straordinarie: nella pancia di Capitalia, dove gli uomini di Unicredit stanno scavando da oltre tre mesi, non sono state trovate sorprese. Anche se l’attività di recupero crediti sulle cartolarizzazioni ha subito nel periodo un forte rallentamento. Per Fiorentino un fatto episodico, legato anche al momento nero del mercato, destinato a rientrare.
Sulla fusione, Fiorentino ha detto di essere ottimista sulla partita Mediobanca per il profilo Antitrust: «Non ci aspettiamo che l’Antirust cambi nella sostanza la posizione e gli impegni finora presi» (la cessione di una quota del 9%). Ottimismo anche sugli sportelli in eccesso: «Finora non abbiamo avuto notifiche ufficiali, ma sul numero di 200 sportelli da cedere sono più ottimista». Positivo anche lo scenario reddituale: «Siamo molto confidenti di poter rispettare la nostra promessa di un eps (utile per azione) di 56 centesimi. È ancora il nostro target per il 2007. Certo, prima della crisi dei mercati la nostra fiducia era maggiore. Oggi, poiché la situazione dei mercati non è facile, riteniamo comunque che daremo al mercato quanto abbiamo detto». In altri termini, la crisi dei mercati non avrebbe alcun impatto sulla fusione. Mentre una nota ha pure annunciato che «le società appartenenti al gruppo non presentano alcuna esposizione diretta o indiretta a rischi connessi al comparto subprime» attraverso qualunque tipo di strumento.