Capitaneria salva 40 naufraghi grazie a interprete marocchina

Lo scafo diretto in Sicilia va in avaria al largo della Libia: a bordo anche sette bambini. Da Sanremo scatta la gara di solidarietà

(...) di solidarietà. Il ragazzo era stato messo in allarme da alcuni parenti abitanti in Marocco che avevano saputo della partenza proprio da uno degli uomini che si trovavano a bordo e che, al momento, risultava come gli altri disperso e in pericolo di vita.
A questo punto le informazioni vengono puntualmente verificate dalla Centrale Operativa del Comando Generale della Capitanerie di Porto. Dopo svariati e certamente non semplici tentativi gli uomini della capitaneria di Sanremo sono riusciti a contattare l’imbarcazione in questione, mediante un telefono satellitare. Il barcone con a bordo una quarantina di adulti e sette bambini era al largo delle coste libiche dove il vento freddissimo sferzava senza pietà il ponte con le persone accalcate.
Per coordinare le operazioni di salvataggio però era necessario comprendersi. Da qui l’idea di coinvolgere nel salvataggio una donna marocchina che, da tempo abitante in Liguria, si è improvvisata traduttrice tra il personale della Capitaneria e l’equipaggio dell’imbarcazione in difficoltà. «Grazie alle spiegazioni fornite alle persone a bordo e prontamente tradotte in tempo reale nella loro lingua - spiegano all’Ufficio circondariale di Sanremo - siamo riusciti a risalire alla posizione della barca che portava a bordo persone di varie nazionalità, oltre che marocchini c’erano anche egiziani e tunisini e si trovavavno in navigazione da due giorni nel tratto di mare che sepera le coste libiche dall’isola di Lampedusa».
Ma non basta. Lo scafo si trovava alla deriva con uno dei motori in avaria e con carburante non sufficiente alla traversata. Le condizioni del mare in zona, così come riferite da chi era a bordo e confermate dall’ultimo bolletino, risultavano particolarmente difficili. Grazie alle informazioni ottenute via telefono è stato alla fine possibile avvisare le autorità libiche che alle 23.30 sono riuscite a rintracciare tramite una loro imbarcazione lo scafo che nel frattempo aveva addirittura cominciato ad imabrare acqua ed era in procinto di affondarea ottanta miglia di distazna dalla costa. A trarre in salvo tutte le persone che erano a bordo sono stati i marinai di un’imbarcazione di nazionalità libica che per primi sono riusciti ad arrivare allo scafo grazie al coordinamento garantito dal centro nazionale di soccorso marittimo della Guardia Costiera.