Il capitano «arruolato» per l’assalto all’Udinese

La tabella di Spalletti: «D’ora in avanti ci serve uno strike, sei vittorie di fila. Noi ci proveremo»

Sei partite, sei vittorie. Uno «strike» per annullare «il gap che ci separa dall’Inter». Spalletti non vuol rischiare: con tutta probabilità per rosicchiare i cinque punti di scarto (c’è lo scontro diretto che ne aggiunge uno) ci vorranno diciotto punti. Si comincia dalla sfida di questo pomeriggio contro l’Udinese dei guizzanti Quagliarella e Di Natale. Birra in corpo e freschezza mentale per abbattere il primo birillo bianconero. «Certo, potrebbe anche bastare qualcosa di meno - dice il tecnico - e non vincerle tutte, ma adesso non ci possiamo permettere errori, perché tutte le gare sono fondamentali per la classifica finale». E, siccome conta solo vincere oggi potrebbe scendere in campo dall’inizio persino Francesco Totti, assente da un’altra trasferta difficile (quella sul campo del Cagliari). «Francesco - analizza Spalletti - negli ultimi due giorni si è allenato bene. Potrebbe anche essere in grado di giocare dall’inizio. Lui può dare molto alla squadra, ha qualcosa in più sotto l’aspetto della qualità, dell’estro. Queste sue caratteristiche sono determinanti nel nostro sistema di gioco che prevede palla a terra, continui inserimenti. Ci vuole quello pronto a scegliere il momento opportuno per la giocata e lui in questo è il numero uno nel nostro campionato».
Al Friuli scende in campo una «buonissima squadra», come del resto «dice la sua classifica». «Hanno un tecnico preparato e una società organizzatissima - analizza il mister- , e per noi sarà un compito difficile, come lo sarà anche per l’Inter contro la Fiorentina. Entrambe le partite saranno sicuramente decisive ai fini della classifica finale».
Dopo la sconfitta di Manchester e con la gara di Udine alle porte Spalletti vede il bicchiere mezzo pieno: «La squadra sta facendo molto bene sotto l’aspetto dei risultati, dei comportamenti, in questa settimana gli ho fatto i complimenti per come hanno vissuto la competizione europea, per come si sono comportati. Nel calcio ci può essere anche la sconfitta, la squadra ha evidenziato una crescita continua. E poi abbiamo ridimensionato molto il gap tra noi e loro, questo aiuterà molto il progredire di questo club».
Spalletti, generalmente evasivo o diplomatico sulla questione del possibile passaggio di proprietà nella Roma, fa capire che l’ambiente meriterebbe un salto di qualità e quantità (di soldi da investire nei giocatori) al timone del club: «Se la Roma crea interesse e smuove qualcosa è perché tutti hanno lavorato nella maniera giusta - conclude il tecnico -. Penso che una tifoseria, un ambiente del genere meriti di vivere o poter programmare prospettive importanti. Mi auguro solamente che questa squadra mantenga la spina dorsale perché ha prospettive di crescita importanti. Nel calcio attuali ci sono dei colossi importanti contro i quali è difficile giocare».
Sulla formazione che il tecnico toscano deciderà di schierare dal primo minuto inciderà molto l’utilizzo da titolare di Totti. Con il numero 10 in campo sin dal primo minuto, Vucinic si accomoderebbe in panchina, lasciando spazio sulla trequarti a Mancini, Perrotta e Taddei. Scelte obbligate, invece, a centrocampo vista l’assenza di Aquilani: De Rossi e Pizarro formeranno la linea mediana davanti alla difesa che tornerà a schierare nel ruolo di terzino destro il brasiliano Cicinho.