«Il capo delle Farc Marulanda potrebbe essere già morto»

da Bogotà

Manuel Marulanda Velez, comandante fondatore delle Forze armate rivoluzionarie colombiane, potrebbe essere stato ucciso in uno dei tre intensi bombardamenti dello scorso 26 marzo. Lo scrive il settimanale colombiano Semana nella sua edizione on line. La conferma arriva dal ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos. «Deve stare all’inferno - afferma Santos -, quello dove vanno tutti i criminali». Le notizie non sono precise ma sembra sia morto d’infarto. Marulanda, avrebbe compiuto 78 anni lo scorso 12 maggio, ha guidato i ribelli delle Farc per oltre 40 anni. La morte del comandante, nato nella località colombiana di Genova era già stata annunciata nel marzo del 1995 dalla tv colombiana. Il decesso era poi stato ipotizzato una seconda volta nel 2004 dal quotidiano di Miami El Nuevo Herald motivandolo con un cancro alla prostata.
Il risultato è stato solo alimentare la leggenda del leader all’apparenza imprendibile. «L’informazione di oggi - dichiara con forza il ministro Santos - arriva da una fonte che non sbaglia mai». Manuel «Tiro fijo» (colpo sicuro) Marulanda si era da tempo ritirato con i suoi seguaci negli angoli più remoti della giungla colombiana braccato in modo sempre più pressante dalle truppe del presidente Alvaro Uribe. Ciò nonostante il comandante aveva mantenuto il controllo di alcune aree grazie anche ai soldi ottenuti dalle piantagioni di cocaina. In Germania intanto il settimanale Der Spiegel scrive che i ribelli colombiani delle Farc, inseriti dalla Ue nella lista delle organizzazioni terroristiche, avrebbero stretti contatti con esponenti della Linke, il partito di Oskar Lafontaine.