Il Capo dello Stato: "Politica in crisi Serve più coesione delle alleanze"

Il parlamento, riunito in seduta comune, celebra i 60 anni della Costituzione. Il capo dello Stato: &quot;Le riforme prevalgano sulle divisioni&quot;. Ma il cambiamento &quot;deve prescindere da calcoli contingenti&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=236149">Unanime consenso al discorso</a></strong> ad eccezione della Lega

Roma - Camere riunite per celebrare i 60 anni della Repubblica. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti, elencando i presenti, ha poi fatto il nome anche del presidente del Consiglio Romano Prodi, ma per quest’ultimo hanno applaudito solo i parlamentari dell’Unione, mentre dai banchi del centrodestra sono arrivati deboli fischi e qualche "buh! buh!". Il presidente della Camera ha poi letto il suo discorso, seguito dal presidente del Senato Franco Marini. L’aula di Montecitorio è affollatissima, così come i banchi del governo.

Napolitano: "Momento di acuta crisi politica" "Lo svolgersi di questa cerimonia nonostante il momento di acuta crisi e incertezza politica che il paese sta vivendo, vale a sottolineare la distinzione e autonomia del tema costituzionale dalle alterne vicende dei partiti, delle maggioranze e dei governi" Lo ha sottolineato il capo dello stato Giorgio Napolitano. "Non ha senso imputare alla Costituzione errori e distorsioni che hanno rappresentato il frutto di una complessa dialettica politica. Occorre - aggiunge il capo dello Stato - fare bene attenzione a non confondere indirizzi costituzionali e scelte politiche, responsabilità politiche".

"Patrimonio di tutti" La Costituzione rappresenta un patrimonio comune di tutto il Paese e di tutte le forze politiche e nessuno la può usare a proprio piacimento. "Nessuna delle forze oggi in campo può rivendicarne in esclusiva l’eredità - dice Napolitano - né farsene strumento nei confronti di altre. Possono solo tutte insieme richiamarsi ai valori e alle regole - aggiunge Napolitano - della Costituzione, e insieme affrontare anche i problemi di ogni sua specifica e possibile revisione".

"Rinnovare le istituzioni" "E' necessario porre mano a quel rinnovamento della vita istituzionale, politica e civile, in assenza del quale la comunità nazionale, in tutte le sue parti, sarebbe esposta a crisi gravi".

Squilibri e distorsioni tra legislativo ed esecutivo "Non c’è dubbio che restino e si manifestino squilibri e distorsioni, fattori di confusione e di tensione su diversi piani, nei rapporti tra legislativo ed esecutivo, ed anche nei rapporti tra istituzioni centrali ed istituzioni regionali e locali". Napolitano sottolinea come sia "innegabile che alle diverse persistenti contraddizioni e inadeguatezze dell’ordinamento della repubblica si possa porre riparo solo intervenendo su alcune disposizioni della seconda parte della costituzione".

"Riforme senza calcoli contingenti" Le riforme costituzionali non si fanno "secondo calcoli contingenti. Ho più volte auspicato - ha detto Napolitano - che le forze politiche si impegnassero avviando un realistico confronto, nella ricerca del necessario e possibile consenso, su talune, essenziali e ben delimitate proposte di riforma dell’ordinamento costituzionale". "Proposte - ha spiegato Napolitano - che abbiano loro ragioni, di più lungo periodo, rispetto a un distinto e parallelo cammino, che pure ho auspicato, di riforma elettorale. Più in generale - ha quindi ammonito il Capo dello Stato - ogni discorso sulla Costituzione deve prescindere da calcoli contingenti, caratterizzarsi per la sua autonomia e la sua ponderazione".

Bertinotti: "Superare distanza tra politica e cittadini" Per superare la crisi politica attuale bisogna innanzi tutto superare l’attuale distanza che c’è tra la politica ed i cittadini. Lo ha detto il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Oggi viviamo un momento di acuta crisi della politica, che ha determinato una preoccupante distanza che separa i cittadini dalla vita pubblica, dalla politica e dalle Istituzioni. Colmare questa distanza rappresenta il presupposto necessario per la risoluzione dei numerosi elementi di criticità con cui si confronta in questa fase la comunità nazionale, nell’epoca di un grande cambiamento denso di problemi molto ardui e assai dolorosi", ha detto Bertinotti.

Marini: "C'è bisogno di riforme istituzionali" L’Italia ha bisogno di alcune riforme istituzionali. Lo ribadisce il presidente del Senato, Franco Marini, in un passaggio del suo intervento alla cerimonia in corso a Montecitorio per i 60 anni della Costituzione. "Da lungo tempo - ha detto - è aperto un dibattito riformatore. Come ho sottolineato più volte, ritengo che l’Italia necessiti di alcuni mirati adeguamenti istituzionali perché la nostra democrazia possa incidere più efficacemente di fronte ai tanti problemi che incalzano. E questi cambiamenti - ha sottolineato il presidente del Senato - sono urgenti".