Il capo Enac: «Troppi voli, chiuderei Linate»

Per salvare Malpensa si deve dirottare lì gran parte del traffico, e in città l’essenziale

(...) e servirebbe dall’altra, ma c’è un muro e l’unica soluzione sarebbe interrare viale Forlanini».
Presidente Riggio, vuol dire che ci sono problemi di sicurezza a Linate?
«Linate è sicurissimo per quanto può esserlo un aeroporto in città, che non sarà mai sicuro come uno fuori. Dopo l’ottobre 2001 è stato compiuto un enorme lavoro di certificazione. In generale in Europa l’indice di sicurezza è altissimo, perché la percentuale di sicurezza è del mille per mille negli ultimi otto anni. Certo, giochiamo con percentuali immense e sono statistiche a rischio».
E quindi qual è il problema della Resa?
«La Resa è uno spazio fisico, e lì non c’è. Se non c’è non c’è, non possiamo inventarcelo. Se c’è un aeroporto la cui pista finisce contro un muro, e ce ne sono tanti, o si risolve il problema, in questo caso interrando viale Forlanini, oppure si deve dichiarare che l’aeroporto non può corrispondere al 100 per cento delle prescrizioni del regolamento. Moltissimi aeroporti nel mondo sono così e anche in Italia il tema riguarda altri aeroporti cittadini».
Quali sono gli altri aeroporti italiani in condizioni simili?
«È un discorso che vale per Milano come per Napoli, per Catania e parzialmente per Reggio Calabria. Gli aeroporti sono stati costruiti prima delle città e se sono diventati luoghi insicuri, il problema è l’aver costruito a ridosso delle piste. Se si vogliono applicare a pieno i regolamenti internazionali, le alternative sono chiuderli o accettare che un aeroporto come Linate, in città, che ha margini di sicurezza accettabili, non sarà mai sicuro come uno fuori città. Personalmente sarei per la chiusura».
Che significa «personalmente sarei per chiudere Linate»? Lei è il presidente dell’Enac...
«Dovessi fare io il piano aeroportuale non avrei dubbi, ma non decido io. La mia proposta al ministro è chiara. Detto questo, non posso imporre la chiusura perché non è una ragione di sicurezza obbligatoria: il livello di rischio non è inaccettabile. L’alternativa è avere un traffico ridotto e limitarsi ai collegamenti essenziali. È una raccomandazione forte: o si chiude o si attivano procedure che limitano il rischio».
Linate dovrebbe avere meno passeggeri?
«È un aeroporto che dovrebbe scendere di molto e ci sono forti ragioni commerciali. Il problema non è tanto il numero di passeggeri ma il tipo di aerei. Dovrebbe servire a pochi, piccoli collegamenti, invece ci sono un sacco di voli con il Mezzogiorno. Tutti quelli che arrivano dal Sud si offendono se atterrano a Malpensa. Sarebbe saggio per ragioni commerciali, e nell’interesse della Sea, spostare i voli a Malpensa. Le città dovrebbero avere solo city airport».
Quali voli lascerebbe a Linate?
«Se si vuole salvare Malpensa, andrebbe fatto un massiccio dirottamento di voli, lasciando i collegamenti con le capitali europee. Se si avesse il coraggio di chiuderlo del tutto, sarebbe ancora meglio. Bisognerebbe spiegare ai milanesi che quaranta minuti di distanza non è la fine del mondo».