Il capo della McLaren, Ron Dennis, pretendeva l'assoluzione completa

"Non siamo d'accordo con la Ferrari, la Fia non poteva fare diversamente". Poi corregge il tiro: "Felici che sia stata riconosciuta la nostra onestà". Alonso: "Ora i due titoli"

Ron Dennis, gran capo della McLaren, esce dal palazzo che ospita la Fia con lo sguardo stanco, addirittura incupito. Sono le 15 e 30. Il dubbio è che la mannaia sia calata sul capo del patron britannico e su tutto il suo team. Niente di più sbagliato: di vero c’è che Dennis è stanco e che non è soddisfatto, è incontentabile, vorrebbe stravincere. Perché la mannaia della delusione è calata altrove: sulle teste rosso rampanti dei ferraristi.

Dennis fa lo sguardo serio perché, ingordo, voleva di più: voleva l’assoluzione completa. «Invece è un verdetto che sembra in linea con la colpa, ma è una colpa che non c’è. Per questo non sono completamente soddisfatto. Comunque, resta il fatto che perché ci sia una punizione ci deve essere un crimine... E qui non c’è». Passano diverse ore e dopo aver a lungo meditato ecco il comunicato del team di Woking, che corregge le dichiarazioni a caldo del gran capo: «Il verdetto Fia di non colpevolezza è equilibrato e corretto. Non siamo d’accordo con la Ferrari che lo ritiene un “pericoloso precedente”».

La McLaren aggiunge: «La Fia non poteva far altro che emettere una sentenza di questo tipo, dove si sottolinea l’infrazione del regolamento dovuta all’iniziativa individuale di un singolo che aveva dei documenti altrui a casa propria, ma senza che la squadra lo sapesse». Dunque, Oltre Manica si fa festa. Anche perché nelle scorse settimane, sia la McLaren che la stessa Mercedes (socia al 40%) avevano sempre manifestato estrema tranquillità in merito. Come se la cosa fosse solo una sgradita storiella da raccontare nel paddock. Più si andava avanti e più pareva che gli avvocati di Dennis avessero individuato il cosiddetto «gancio in mezzo al cielo» a cui aggrapparsi per uscire dalla palude dei sospetti. E così è stato: il gancio si è materializzato nelle forme della monoposto anglotedesca che proprio nulla avrebbe a che vedere con la Ferrari F2007.

Questo, a quanto pare, ai giudici è bastato. «Siamo davvero contenti – concludono infatti da Woking – che la Fia abbia accettato la tesi che nulla delle informazioni entrate in possesso di quel singolo (Coughlan, ndr) sia poi stato usato sulle nostre monoposto. Ora guardiamo avanti». In serata esternerà di nuovo Dennis: «Ora mi metto questa vicenda alle spalle, concentrandomi di nuovo sulla sfida per vincere entrambi i titoli... L’ultimo mese è stato molto duro, ma il sostegno dei tifosi e dei nostri sponsor mi ha aiutato. Per questo ribadisco di credere nell’onestà e di esserci comportati correttamente. Soddisfatti, ovviamente, anche e soprattutto i due piloti. Fernando Alonso: «So quanto conti questo verdetto per noi. Adesso voglio solo pensare a vincere entrambi i titoli »; e il leader Lewis Hamilton: «Conosco bene la passione di questa gente, sono felice, non vedo l’ora di tornare in gara».