Il capo ufficio che insulta si può licenziare

Ancora guai per il capo che insulta i suoi dipendenti dai supremi giudici della Corte di Cassazione. Dopo una serie di pronunciamenti che davano ragione a lavoratori che avevano denunciato per ingiurie i loro capi, usando mano più leggera quando, all’inverso, era il capo ad essere mandato a quel paese dal subalterno, gli ermellini oggi hanno detto sì al licenziamento del caporeparto di un supermercato milanese che era solito mortificare le tre lavoratrici sottoposte al suo potere gerarchico con frasi del tipo «bastarde, toglietevi dai c..., vi faccio licenziare». La società datrice di lavoro di Michele D.- la Standa - venuta a sapere di questo comportamento aveva licenziato il caporeparto ma il Tribunale di Milano aveva ritenuto eccessiva la sanzione e lo aveva reintegrato nel posto di lavoro. La Corte d’Appello di Milano, invece, con sentenza del 2005, aveva convalidato il licenziamento sottolineando che «per quanto l’ambiente di lavoro possa essere informale, nel comportamento e nel lessico usato non ci si può spingere fino alle maniere rozze ed eccessive e a usare la voce alta».