«Capocotta, degrado e troppi in costume»

Degrado nella riserva naturale, ma anche troppi bagnanti in costume. Questa la denuncia dell’Unione naturisti del Lazio, che precisa i motivi per cui molti naturisti non frequentano il tratto di arenile di 200 metri a Capocotta destinato loro dal Comune. Le cause, spiega Paolo Guerra del direttivo Uni Lazio, riguardano «sia il fastidio creato dallo stato di degrado della quasi totalità dei circa 3 chilometri dell’area dunale, frequentata da chiunque nonostante ciò sia vietato trattandosi di riserva naturale integrale, sia per l’incapacità del Comune di risolvere il fenomeno dei vasti ampliamenti abusivi dei chioschi comunali esistenti da 8 anni». «Non frequentiamo più - continua Guerra - tale spiaggia già da ben prima che dei fenomeni di prostituzione fra le dune denunciati dalla stampa e che, a quanto ci risulta, non riguardano l’oasi naturista. A ciò si aggiunge la presenza eccessiva di bagnanti in costume, contrari alla pratica del naturismo, vedendo così offeso il loro senso del pudore».