Capodanno cinese, tigre addio Il 2011 all’insegna del coniglio

Anno del Coniglio. Rabbit Deal. Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, durante la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, per il calendario lunare cinese terminano i dodici mesi della Tigre. Inizia invece il ciclo dedicato al Mao, in cinese nome del piccolo, timido, pettegolo, dandy e diplomatico roditore, secondo le qualità che l’oroscopo orientale gli attribuisce. Nella Chinatown milanese, via Paolo Sarpi, gli uomini dagli occhi a mandorla recitano in coro che per questo capodanno «in quartiere non faranno nulla», non senza ostentare una certa omertà. Solo Alpa, la donna con i capelli striati di rosso in un negozio di parrucche di via Niccolini 20, confessa: «Il Capodanno 2011 sarà celebrato in piazza Duomo con tanto di drago e di danza del leone. Ci saranno tutti i simboli della nostra civiltà. Faremo festa insieme al Comune, ma il 12 febbraio perché aspettiamo che arrivino i nostri connazionali dalla Cina per essere in tanti». Da un quadriennio in via Paolo Sarpi non sfila più il Drago. «Anche i cinesi sentono la crisi - confessa Gaetano Quaini del bar L’incontro - è non possono permettersi di pagare il capodanno da soli. Questo almeno raccontano». E come a Milano anche in tante altre città d’Italia, da Torino a Napoli, da Reggio Emilia a Roma, lo spettacolo non sarà più esclusivamente made in China ma made in China-Italy.
E «grazie al sostegno delle autorità italiane», come ha detto l’ambasciatore Ding Wei a Roma, sottolineando come l’interscambio commerciale tra i due Paesi «sia cresciuto in questi ultimi quattro anni, passando da 20 miliardi di dollari oltre 45. Ed esiste una stretta correlazione tra il rafforzamento delle relazioni economiche e quello delle relazioni culturali».
Quarto animaletto dei dodici che rappresentano lo zodiaco cinese, il coniglio, si sa, è assai prolifico e gode di una grande attività amatoria. Quindi il 2011 è considerato un buon periodo per l’economia e il denaro, e sono previste molte novità in questo settore con l’apertura anche di nuovi mercati. In Cina alcuni coniglietti bianchi sono già stati messi in gabbia insieme alle tigri per simboleggiare il passaggio dall’anno del felino a quello del roditore. Pare che fino ad ora i delicati e prodi rabbit siano riusciti a sopravvivere agli agguati dei predatori attraverso diversi stratagemmi. Si prevede, così, che quella del coniglio sarà anche un’annata all’insegna della furbizia, del cambiamento e dell’abilità politica, risorse che sono riconosciute all’animale amico degli artisti e dei bambini, come il mitico Roger dei cartoni animati.
E’ esattamente un secolo che la Repubblica cinese ha adottato il calendario gregoriano, e che celebra dal 1911 il Capodanno il 1 gennaio, ma non dimentica la sua tradizione. Passati quindici giorni dal 3 febbraio, i festeggiamenti si chiuderanno con il suggestivo rito delle lanterne rosse, che le comunità cinesi sono pronte a celebrare.