Un Capodanno «di fuoco» al Nomentano

«Nuovo entrato» quest’anno il siriano Karim, che scende a candela e prende una sonora schienata

È stato un Capodanno tutto sommato tranquillo nella Capitale, con meno gente del solito per strada a festeggiare l’arrivo del nuovo anno, forse anche a causa delle temperature piuttosto rigide, e i soliti incidenti causati dai fuochi d’artificio usati con imperizia, anche se, secondo i vigili del fuoco, gli interventi fatti sono stati meno dello scorso anno.
Sono stati complessivamente un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco a Roma nella notte di Capodanno. Il più impegnativo è stato quello reso necessario da un incendio di vaste proporzioni sviluppatosi poco prima dell’una in un edificio al numero 101 di via Pietro Foscari, al Nomentano, che non ha provocato vittime ma l’evacuazione temporanea di una quindicina di famiglie. L’occupante del primo piano dello stabile ha visto la propria cucina invasa dalle fiamme provenienti da un cortile al piano terra. L’incendio si è rapidamente propagato anche a causa di alcune tende e plastiche situate nell’area esterna dove erano stati esplosi alcuni fuochi d’artificio. Le fiamme hanno lambito alcune tubature del gas, rendendo necessario l’intervento dell’Italgas e del 113, oltre che di otto automezzi dei vigili del fuoco. Dopo circa un’ora, domate le fiamme, quasi tutte le famiglie evacuate hanno potuto far ritorno nelle proprie case, tranne quella che abitava al primo piano, nell’appartamento che ha subito i danni maggiori. Vigili e carabinieri sono dovuti intervenire anche in una scuola elementare e materna, a Ostia antica, in via delle Saline, dove è andato a fuoco il tetto in legno di una struttura. A fuoco anche un magazzino al km 30 di via Cassia.
Hanno tutti prognosi inferiori ai 40 giorni i feriti che sono stati medicati negli ospedali romani, nella notte di San Silvestro, nella capitale e dintorni: ma, in almeno tre casi, ci sono state amputazioni dovute allo scoppio di petardi. Uno dei feriti è un egiziano di 33 anni, che ha raccolto in piazza Panama un petardo che gli ha provocato una ferita nella mano destra, con la frattura di alcune dita e la sub-amputazione di una falange: l’uomo è stato giudicato guaribile in 30 giorni. Più grave la situazione di un romano di 33 anni che, per l’esplosione di un petardo, a Fiumicino, ha riportato l’amputazione incompleta di un avambraccio e fratture multiple. Il ferito è stato sottoposto ad un intervento chirurgico nell’Aurelia Hospital. Anche nell’ospedale di Tivoli è stato soccorso un uomo di 51 anni, di Guidonia, che ha riportato l’amputazione di una falange del secondo e terzo dito della mano sinistra.
Un ragazzo di 15 anni ha avuto un improvviso malore ed è morto in casa di amici, verso le 23, in via Valesio, nella zona dell’Appio. Il ragazzo ha accusato un dolore alla spalla e al braccio e difficoltà a respirare e si è accasciato su un divano. È stato chiamato il 118, ma il giovane è morto prima dell’arrivo nell’ospedale San Giovanni. I familiari hanno riferito che non faceva uso di alcol o droghe e che non si erano mai manifestati, prima d’ora, problemi di salute. Nella notte più lunga dell’anno il 118 ha effettuato a Roma 203 interventi, tra i quali 42 hanno comportato il trasporto presso i pronto soccorso dei vari ospedali. I due casi più gravi, due «codici rossi», si sono verificati nel corso della festa «Amore 08», che si è svolta nell’area della ex Fiera di Roma. Qui gli operatori dell’Ares sono dovuti intervenire per due casi di overdose da stupefacenti. Gli altri interventi (27 codici verdi e 7 gialli) hanno riguardato situazioni meno gravi.