Capodanno di ghiaccio: mezza Italia bloccata

Cresce pericolosamente il livello del Tevere in Umbria. Nel Senese esonda il torrente Foenna: 40 persone costrette a lasciare le proprie abitazioni

Emiliano Farina

Il gelo chiude le strade del nord. È stato un Capodanno con l’Italia divisa in due, quello di ieri, a causa della pioggia che si ghiaccia immediatamente a contatto con il suolo, un fenomeno meteorologico noto come «gelicidio» o «vetrone». È stato questo che ha causato la chiusura, per ore, di molti tratti autostradali del centro-nord e ha provocato numerosi incidenti sulle strade, di cui uno grave. Il ghiaccio non ha risparmiato neanche i pedoni, che numerosi hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere per contusioni e fratture. La situazione è migliorata in giornata ma, con l'avvicinarsi della notte, si teme il riformarsi della patina ghiacciata, e quindi Polstrada raccomanda agli automobilisti la massima prudenza. Non basta infatti il massiccio ricorso allo spargimento di sale, perché, come ha spiegato l'Aiscat, la pioggia fine congela a contatto con l'asfalto e il sale sparso in precedenza reagisce sciogliendo il velo ghiacciato solo dopo che questo si è formato. Le chiusure autostradali hanno interessato vasti tratti della A1, tra Milano sud e Parma in entrambi i sensi di marcia, e della A21 nel tratto Cremona-Piacenza, mentre sulla A7 Milano-Genova è stata istituita l'uscita obbligatoria a Serravalle. Chiuse anche la A13 Bologna-Padova tra Bologna Arcoveggio e Occhiobello, la A14 nel tratto Bologna Borgo Panigale-Bologna San Lazzaro, il bivio A14/A13 provenendo dall'Autosole in direzione Padova e il tratto fra il bivio A14 e il raccordo A1.
La chiusura dell’Autosole da Parma a Milano Sud ha provocato di riflesso il blocco del traffico sulla A15 tra Parma ovest e l'interconnessione con la A1, in direzione Parma. Chiusi per ghiaccio anche alcuni tratti della A26 Voltri-Alessandria e la A23 nel tratto Udine nord-Gemona.
Molti di questi tratti sono stati poi riaperti al traffico nel corso della mattinata. L'Aiscat ha definito «inevitabili» i provvedimenti di chiusura, resi necessari «per ovvie ragioni di sicurezza» nonostante l'abbondante spargimento di sale su tutti gli 800 chilometri della rete gestita dalla concessionaria. Il rischio-ghiaccio non ha riguardato solo la rete autostradale, e l'incidente più grave si è verificato proprio su una strada secondaria, la provinciale «Bevilacqua» nei pressi di San Matteo della Decima, nella pianura bolognese, dove la notte scorsa una Opel Corsa è sbandata a causa della lastra ghiacciata ed è stata investita da altre due auto che viaggiavano in direzione opposta. Una donna è morta e altre cinque persone sono rimaste ferite, tre delle quali in modo grave. Problemi anche sulle provinciali genovesi, su molte delle quali il transito è possibile solo con le catene.
A Bologna e a Milano, infine, molte le persone scivolate a causa dei marciapiedi ghiacciati che hanno riportato forti contusioni o, peggio, fratture. Solo nel corso della notte, a Bologna, sono stati una dozzina i ricoveri agli Istituti ortopedici Rizzoli, e ancora cinque questa mattina. La centrale operativa del 118 bolognese ha continuato a ricevere per tutta la giornata richieste di interventi. E le abbondanti precipitazioni della notte e di ieri stanno ingrossando fiumi e torrenti: è allarme in Umbria per il livello del Tevere, che già era straripato alla fine di novembre con gravi danni; alcuni affluenti sono già in piena e il livello del fiume sta crescendo pericolosamente. Quaranta sfollati è invece il bilancio, nel Senese, dell'esondazione del torrente Foenna, cominciata ieri mattina ed andata avanti per molto tempo: l’acqua ha raggiunto infatti un'altezza di 20-30 centimetri all'interno delle case e delle aziende a Sinalunga, provocando ingenti danni.