IL CAPODANNO IN MARE DELLA RAI

Siamo stati i primi a dare addosso alla Rai per la qualità e la quantità dell’informazione regionale. E la campagna di Primocanale «Noi non abbiamo i minuti contati», più che uno spot comparativo, ci sembra la fotografia della differenza fra la Tgr ligure e le sue cuginette dell’emittenza privata, Primocanale e Telecittà su tutte.
Ma, oggi, per una volta, siamo felicissimi di parlare bene della sede regionale Rai della Liguria. Perché - grazie all’impegno del suo capo Victor Balestreri, che è una specie di signorotto d’altri tempi dell’informazione, una bella persona - la notte di Capodanno è andato in onda un programma su Radiouno e sulle onde radio di tutto il mondo, che ha riportato Genova al centro del globo. E, soprattutto, l’ha riportata in nome del mare.
Il Capodanno in mare organizzato dalla sede Rai di corso Europa insieme al Segretariato sociale, a Radiouno e a Rai International ha riportato nell’etere il profumo delle Repubbliche marinare, il sapore salmastro degli Oceani, il gusto letterario di Conrad.
Ho avuto la fortuna di esserne ospite ed ho assistito ad un miracolo radiofonico: il superamento di ogni fuso orario, di ogni limite spazio-temporale, di ogni oceano. Un momento eravamo in Antardide su una nave di vulcanologi e un secondo dopo al largo di Procida su una barca a vela; dopo un attimo ancora al largo del mar dei Caraibi su un mercantile e poi a Lampedusa fra i pattugliatori delle coste.
E anche gli ospiti hanno dato il massimo: sentire Folco Quilici illuminarsi per il calamaro gigante, Giorgio Faletti raccontare di come non riesca più a vivere senza il mare cattivo e agitato dell’isola d’Elba, Lucio Dalla spiegare Come è profondo il mare, in una lunga maratona dalle 23 e 10 alle 5 e 30 della notte più lunga dell’anno, ci ha dato emozioni.
Ecco, stavolta, grazie alla radio, la sede regionale Rai per la Liguria ha battuto un colpo. La notte di Capodanno, per restare a Conrad, Rai Liguria ha passato la sua linea d’ombra.