Capodanno di paura per i bengalesi

Doveva essere un giorno di festa. Invece ieri il capodanno bengalese si è trasformato in un incubo per la comunità straniera che vive nella capitale. In pochi istanti ha visto materializzarsi lo spettro del razzismo, che ha colorato di sangue la vigilia di un appuntamento tanto atteso.
È accaduto all’alba, quando erano da poco passate le 2. Alcuni immigrati, impegnati ad allestire gli stand che avrebbero dovuto ospitare i festeggiamenti all’interno di Villa Gordiani, sono stati malmenati da una gruppo di balordi. «È stato un vero e proprio raid - racconta Bachcu, portavoce dell’associazione Dhuumchatu -. Un gruppo di 25 persone, con spranghe e bastoni, ha fatto irruzione nel parco e ha aggredito 5 connazionali». Un immigrato, prima di fuggire, è rimasto intrappolato nel furgone, che è distrutto a sprangate. Un altro è stato ricoverato al Vannini con ferite alla spalla e prognosi di 10 giorni. Le vittime hanno raccontato alla Digos, che si occupa delle indagini, che i teppisti erano italiani a volto scoperto. «Che è questo festeggiamento per il capodanno Bengalese, bastardi, andate via», hanno urlato prima di iniziare il pestaggio. «Stavo dormendo nel furgone, dove tenevamo il materiale per la festa - ha aggiunto Kalu, 35 anni, ferito a una mano - mentre altri due amici riposavano sotto ai gazebo già montati e altri due giravano per la villa. All’improvviso sono stato svegliato da violenti colpi, che hanno fracassato i vetri. Sentivo le voci di sconosciuti che ci insultavano, intimandoci di andar via. Avevo paura, erano in tanti, con pali in mano». «Mi avevano quasi circondato, ma sono riuscito a fuggire, nascondendomi tra le piante - ha aggiunto -. Quando ho trovato un posto sicuro, ho telefonato al nostro portavoce, che ci ha consigliato di rivolgerci alla polizia. Purtroppo non sarei in grado di riconoscere quei giovani, perché era troppo buio».
La denuncia in questura è firmata anche da Noor Anime, 28 anni, e Adnan Sami, 24 anni. Ma ad avere la peggio è stato Mohammed Munshi, 34 anni, ferito a calci e pugni: accompagnato in ospedale è stato dimesso nel pomeriggio. «Io sono stato colpito a una spalla - ha raccontato un altro bengalese - ma sono tornato a Villa Gordiani a lavorare per la festa». Ieri l’associazione Dhuumchatu ha chiesto alla questura la presenza, a turni di 6 ore, di una pattuglia. Alle 18, poi, è partito un corteo da Villa Gordiani per sensibilizzare il quartiere su quanto accaduto. «L’altra notte si è voluto colpire una comunità organizzata, che vuole manifestare il diritto a esprimere la sua identità, festeggiando il capodanno», hanno detto i manifestanti.
Passata la paura, montano le polemiche. «Volevamo organizzare l’evento a Centocelle - hanno detto i bengalesi -. Erano 4 mesi che discutevano con l’amministrazione perché temevamo problemi. Poi, di fronte ai divieti, ci siamo visti costretti ad andare a Villa Gordiani, luogo che abbiamo sempre rifiutato proprio perché a rischio. L’amministrazione è stata razzista, non voleva questa festa». Ma gli immigrati non fanno marcia indietro. Ieri sera hanno iniziato i festeggiamenti, che dureranno fino al 31. E, quando saranno terminati, sono attesi in Campidoglio dal sindaco che riceverà i loro rappresentanti, per parlare dei loro problemi.