Capolavori d'arte, a volte ritornano

Sono migliaia i capolavori e tesori dell’arte italiana dispersi per il mondo. Molti sono &quot;“perduti&quot; per sempre. Altri invece possono tornare a casa. Ora il famoso museo di Cleveland ci restituisce 14 opere classiche, mentre con il Getty di Los Angeles si sta trattando…<br />

Mai disperare. Anche i capolavori dell’arte, a volte, ritornano. Certo, non si può pretendere di riavere indietro la “Gioconda” che sta al Louvre (peraltro legittimante in mani francesi, visto che fu donata al re di Francia Francesco I da Leonardo stesso in segno di gratitudine per l’ospitalità ricevuta), ma insomma, su qualcosa si può sperare. E ogni tanto arrivano belle notizie. Le ultime nei giorni scorsi.

Il Cleveland Museum of Art e il nostro Ministero per i Beni Culturali hanno infatti raggiunto un accordo relativo ad alcuni oggetti antichi presenti nelle collezioni del Museo (oltre a fissare un interscambio culturale e di ricerca che apre una nuova era di cooperazione tra il Museo e il Ministero). Dopo quasi due anni di discussioni e polemiche, il Cleveland Museum of Art (uno dei principali musei globali d’America, con una collezione che si estende attraverso 6.000 anni di capolavori artistici) si è impegnato a trasferire 14 opere dalla sua collezione di oggetti antichi all’Italia: si tratta di vasi, statuette e reperti di origine greco-romana ed etrusca databili fra il V e III secolo a.C. Il direttore del museo americano, Timothy Rub, ha dichiarato che “questa cessione dimostra il nostro impegno a costruire e mantenere una collezione di opere d’arte, provenienti da qualsiasi parte del mondo e risalenti a qualsiasi epoca, che siano acquisite in buona fede e usando i più alti standard etici, e dopo aver svolto una rigorosa ricerca sulla provenienza di tali beni”.

Intanto, novità in arrivo anche dal prestigioso Getty di Los Angeles. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi proprio nei gironi scorsi ha annunciato il suo impegno “Perchè sia chiuso il prima possibile anche questo capitolo increscioso”. Infatti il Getty, che in base ad un accordo col governo italiano ha già restituito all’Italia 39 opere, tra le quali la splendida Venere di Morgantina (che arriverà nel nostro paese però nel 2010) si è sempre rifiutato di riconoscere la proprietà italiana di uno dei più preziosi reperti contestati dal nostro paese, il celeberrimo Atleta di Fano, una statua in bronzo attribuita a Lisippo e recuperata in mare al largo della costa di Fano, nelle Marche. Su questa vicenda è ancora aperto però un procedimento avviato dalla magistratura, che le parti si erano impegnate ad aspettare. Con il Getty risulta ancora aperta comunque anche la discussione su altre tre opere: un gruppo scultoreo che potrebbe provenire dalla Magna Grecia, un’armatura da cavallo e una statua di fanciulla in legno, entrambe dell’Etruria Meridionale. A volte ritornano. Basta sapere aspettare...