Capolavori a fumetti ecco la letteratura a misura di teenager Dalla «Metamorfosi» alla «Recherche», le opere dei grandi scrittori parlano una nuova lingua

Perché il fumetto piace ai giovani e a chi vuol sentirsi tale? Semplice, perché è giovane. E perché il fumetto è giovane? Per il più ovvio dei motivi: non invecchia. Che si tratti di un marmocchio come Linus o di un vegliardo come il Numero Uno del Gruppo TNT, la creatura delle strisce vive in una dimensione senza tempo. Diabolik, Tex e Zagor sono sempre uomini belli e intrepidi nel pieno delle forze. Tintin è sempre un fanciullo. La Valentina di Crepax è sempre un gran bel pezzo di donna.
Invece il libro no, il libro invecchia. O meglio, non è il libro a invecchiare, ma i suoi lettori. Leggere Pinocchio a 12 o a 56 anni non è la stessa cosa. È come leggere due libri diversi. A meno che...
A meno che il libro, in particolare il «classico», vesta i panni del fumetto. Attempati signori e signore rivitalizzati dopo un trattamento nella beauty farm dei comics hanno molto da dire ai ragazzini di oggi. E se per farlo si piegano a sceneggiature parziali o qua e là traballanti, non sarà un danno gravissimo, c’è tempo per recuperare. Hai visto mai che lo studente del ginnasio giunga finalmente a Kipling o a Kafka non perché spronato dai professori, ma grazie alle tavole di Sergio Tisselli o di Peter Kuper?
A proposito di Kafka, l’orrido ma simpatico scarafaggio de La metamorfosi è il pezzo migliore della nuova collana Guanda Graphic (pagg. 80, euro 14,50). Del resto, la prosa del tormentato praghese, fatta di frasi brevi, stentoree, dal suono metallico, si presta perfettamente alla drammatizzazione grafica che l’eccellente disegnatore di Cleveland accompagna in un delirio onirico incisivo nella forma non meno che nel contenuto.
Nella stessa collana, troviamo da pochi giorni altre due grandi firme rivisitate: Il maestro e Margherita di Bulgakov tradotto in immagini da Andrzej Klimowski e Danusia Schejbal (pagg. 128, euro 16) e Il curioso caso di Benjamin Button, un racconto di Francis Scott Fitzgerald affidato all’adattamento di Nunzio DeFilippis e Christina Weir e ai disegni di Kevin Cornell (pagg. 122, euro 16).
Se osservare il mondo attraverso le lenti deformanti eppure assolutamente veridiche, dietro la pellicola satirica, dell’immaginifico ucraino è un esercizio spontaneo, addirittura fisiologico, in barba all’oppressivo regime stalinista, la chicca dell’autore del Grande Gatsby assume il sapore di un omaggio al fumetto in quanto tale, cioè a quell’elisir di eterna giovinezza che mantiene agili e scattanti le strisce o, detto in altri termini, alla ciclicità delle sue storie che perennemente si reiterano senza mai usurarsi. Perché il protagonista Benjamin Button ha la particolarità di nascere vecchio, negli Stati Uniti del 1860. Così che la sua esistenza è un progressivo, inarrestabile ringiovanimento, fino al ritorno in culla o addirittura nel ventre materno. Una bella parabola, più che un incubo, narrata anche dall’omonimo film di David Fincher con Brad Pitt e Cate Blanchett e già candidato a ben 13 premi Oscar, che sarà a breve nelle sale italiane.
Gli incubi di Kafka, quelli di Bulgakov, il sogno di Fitzgerald... Dunque è vero, la notte porta consiglio anche alle trasposizioni in comics. Lo conferma un altro classico: Marcel Proust. In Italia stanno uscendo dalla Grifo edizioni di Castiglione del Lago (Perugia) gli eleganti volumi della sua Recherche con l’adattamento e i bellissimi disegni di Stéphane Heuet. Consapevole del fatto che la pretesa di illustrare per filo e per segno l’oceanica prosa di Proust sarebbe folle, oltre che irriverente, Heuet ha dedicato il primo volume a Combray e il secondo e il terzo a All’ombra delle fanciulle in fiore. In Francia Un amore di Swann è già uscito. Lo attendiamo anche noi, fiduciosi e sognanti.
Come pure attendiamo Le tigri di Mompracem disegnate da Hugo Pratt, annunciate proprio ieri dalla Rizzoli Lazard. In maggio usciranno le tavole che, concepite nel 1971 per il Corriere dei Piccoli, scomparvero prima di essere pubblicate. Mistero? Intrigo, Censura? Anche questi interrogativi non stonano, parlando di fumetti. Vedremo.
A chi volesse, nel frattempo, percorrere a ritroso il filone aureo del fumetto classicamente letterario, segnaliamo alcuni pezzi pregiati non più freschi di stampa ma ancora disponibili. Dove? Per esempio alla «Borsa del fumetto» di Milano (via Lecco 16; www.borsadelfumetto.com). Qui le signore Eleonora e Camilla vi proporranno, fra gli altri, Il compleanno dell’infanta di Oscar Wilde disegnato da Craig Russell, oppure Moll Flanders di Daniel Defoe nella versione di Laura Scarpa, o Kim di Rudyard Kipling visto dalla coppia Sergio Tisselli e Valerio Riontini. E poi ecco spuntare dagli scaffali vecchie conoscenze come il Corsaro Nero, Tom Sawyer, Sandokan e molti altri.
«Ma abbiamo anche La dea e Il corpo e il sangue del ciclo di Nicolas Eymerich di Valerio Evangelisti, Cacciatori nelle tenebre di Gianrico e Francesco Carofiglio, Laggiù nel profondo di Lansdale, Fa un po’ male di Ammaniti e Dimmi che non vuoi morire di Carlotto...». Fra qualche decina d’anni, se aggiornando il catalogo dei classici vi includeremo questi autori (dall’aria che tira pare di sì...) nessuno dica che i fumetti non ci avevano avvertiti.