Capolavori italiani a Vienna Prestigiose firme all'asta

Sedute dedicate all'arte moderna e contemporanea Balla, De Chirico, Fontana, Castellani i più valutati

Paolo Stefanato

Arte moderna e contemporanea, gioielli, argenti, orologi: tra il 22 e il 25 novembre l'appuntamento autunnale con le aste di Dorotheum, a Vienna, è caratterizzato da un'offerta di lotti di alto livello. Senza dubbio il pezzo più importante è una natura morta («Fleurs») di Marc Chagall, celebratissimo maestro del Novecento; si tratta di un olio su tela di 72x57 cm, che reca una stima di 750mila-un milione di euro. Verrà battuto mercoledì 23 novembre, nella giornata dedicata all'arte moderna. Sarà in compagnia di altri grandi nomi del secolo scorso: il tedesco Max Ernst, per esempio, con un «Nocturne» del 1949, un piccolo olio su tavola di 26x21 cm intitolato «Tutto blu». Stima: 100-150mila euro.

Altro pezzo di grande interesse, un «Senza titolo» (che in realtà rappresenta tre figure filiformi con tre faccini che richiamano i nostri emoticon) di Wilfredo Lam, cubano vissuto a Parigi dove frequentò Picasso e la sua cerchia. Il pezzo di Lam è un olio su carta rigida intelaiata del 1943, con stima 80-100mila euro.

Impossibile non citare poi due grandi italiani del Novecento: uno è il futurista Giacomo Balla, l'altro è il metafisico Giorgio De Chirico. Del primo, Dorotheum propone un luminoso «Valori plastici», del 1929 circa, tempera su tavola quadrata di 77x77 cm, valutato 150-180mila euro; si tratta di nuvole stilizzate bianche e azzurre, che sovrastano volumi arancioni e gialli: un bellissimo paesaggio trasfigurato. Del secondo (De Chirico è morto nel 1978), un tema «classico», ovvero una «Piazza Italia» con un'espansione verticale, anziché orizzontale, che lo rende più raro (55x45 cm): la stima è di 120-160mila euro.

Portano firme italiane un gran numero di lotti che saranno presentati nelle sedute di arte contemporanea del 22 e del 24 novembre (va ricordato che una selezione delle opere in asta saranno esposte nelle sedi di Roma il 24 e il 25 ottobre, e di Milano dal 2 al 5 novembre). Riflettori su molti pezzi di autori italiani, specie i maestri delle avanguardie degli anni Sessanta e Settanta.

La star, come sempre, è Lucio Fontana: suo un «Concetto spaziale, teatrino» del 1964, idropittura su tela e legno verniciato di 84x104 centimetri: la stima è di 200-300mila euro. Degna di attenzione è anche la valutazione di un acrilico su tela di Enciro Castellani, (nato nel 1930) intitolato «Superficie bianca», del 1987, un quadrato di un metro per un metro stimato 250-350mila euro. Altro nome di punta delle avanguardie italiane è Paolo Scheggi (morto trentunenne nel 1971) con «Intersuperficie curva dall'azzurro», del 1966. È una composizione tipica dell'autore, che consiste nella sovrapposizione di tre tavole azzurre recanti fori regolari, che quindi si vedono in profondità e in prospettiva. Un'opera di pittura-scultura, 70x70 e 7 cm di spessore, che richiama le correnti «optical» di quegli anni: la stima è di 160-220mila euro.

Di particolare interesse una grande scultura (280x210 per 60 cm) in acciaio corten di Mauro Staccioli (nato nel 1937) «Senza titolo», del 2013, dove è riconoscibile la forma di un'ellisse verticale: 60-80mila euro. Un pezzo da esterno, che in attesa dell'asta è già ospitato nel bel giardino della sede milanese di Dorotheum, in via Boito. Altri esponenti delle avanguardie italiane presenti alle aste di Vienna sono Agostino Bonalumi, con un «Bianco» del 1979 in tela estroflessa valutato 80-120mila euro; Turi Simeti, la cui «Superficie bianca con rettangolo» del 1973 è stimata38-55mila euro; Carla Accardi, con un «Giallo giallo» del 1967 da 50-70mila euro. Completano la presenza italiana nomi di prestigio come quelli di Pierpaolo Calzolari, Emilio Scanavino, Giuseppe Capogrossi, Piero Dorazio, Tano Festa, Giuseppe Uncini.