Il «capolavoro» dell’elettricista con 271 tele di Picasso in casa

La storia della pittura è piena di genî che in trattoria pagavano il conto con i propri quadri. Non a caso esiste un filone (potremmo maccheronicamente definirlo «tovagliolo-painting») che studia le opere schizzate dagli artisti affamati sui fazzoletti delle osterie bohemien.
Non dovrebbe quindi sorprendere più di tanto la dichiarazione di Pierre Le Guennec, 71 anni, che sostiene di avere ricevuto in dono varie opere da Picasso; va detto, però, che monsieur Le Guennec non aveva un ristorante, ma faceva l’elettricista (categoria tradizionalmente dalla parcella piuttosto cara...) e che i quadri che Picasso gli avrebbe regalato non sono uno, due o tre, ma la bellezza di 271. Ora, delle due l’una: o in casa Picasso avevano persistenti problemi all’impianto elettrico con tanto di blackout un giorno sì e l’altro pure, oppure questo signore non la racconta giusta. Gli eredi Picasso non hanno dubbi: «Quest’uomo è un impostore, le tele le ha rubate...altro che regali...». Ma lui - l’elettricista sempre con un’idea luminosa sulla testa - si difende: «Li porto in tribunale, quei gaglioffi... come si permettono?».
Chi ha ragione lo stabilirà il tribunale, fatto sta che l’inedita collezione di 271 opere picassiane è riemersa nella «pinacoteca» personale di Le Guennec, oggi pensionato, che sostiene di averli ricevuti - in cambio dei suoi servigi, diciamo così, «elettrici» - dal maestro e dalla di lui moglie.
La scoperta, come si può ben immaginare, è di enorme valore: secondo il quotidiano Liberation, si tratta di opere del primo trentennio del secolo scorso, una collezione del valore, a parere degli esperti che l’hanno esaminata, di circa 60 milioni di euro. La vicenda è ora al centro al centro di una furibonda battaglia legale.
Lo straordinario ritrovamento è venuto alla luce quando l’ex elettricista Pierre Le Guennec, si è messo in contatto con Claude Picasso, figlio dell’artista e amministratore del suo patrimonio, per ottenere i certificati di autenticità delle opere. L’uomo aveva lavorato all’installazione di sistemi d’allarme in una serie di residenze di Picasso, tra cui una villa a Cannes, nel sud della Francia, negli ultimi tre anni di vita del maestro (Picasso è morto nel 1973); e ha raccontato di aver ricevuto le opere in dono dalla moglie dell’artista o dallo stesso Picasso.
All’inizio, nel gennaio scorso, l’elettricista ha inviato foto dei quadri perché fossero autenticati; ma di fronte al «no» dell’erede a dare il suo avallo senza aver visto gli originali, l’elettricista si è fatto avanti di persona. Accompagnato dalla moglie, l’anziano elettricista, che risiede in Costa Azzurra, ha mostrato a Claude Picasso 175 opere, tra le quali due quaderni che contengono 97 disegni. Ma una volta che gli esperti hanno autenticate le opere, l’erede si è domandato come potessero essere arrivate nelle mani di Le Guennec e, qualche giorno dopo, ha presentato una denuncia per ricettazione. Secondo Claude Picasso il padre non avrebbe mai donato una simile quantità di opere a qualcuno: «Non regge, erano parte della sua vita...».
Il padre, ha raccontato Claude Picasso a Liberation non regalava mai opere in blocco e comunque quando faceva doni, ne lasciava sempre traccia: «È sicuro che Pablo Picasso fosse abbastanza generoso: ma datava, firmava e dedicava sempre le due donazioni, perchè sapeva che (i beneficiari) avrebbero potute venderle in caso di necessità». L’erede ha spiegato che, più che per interesse economico, ha presentato la denuncia per evitare che le opere si disperdano, il che ne renderebbe difficile lo studio. Dopo la sua denuncia, gli agenti dell’Ufficio Centrale contro il Traffico di Beni Culturali si sono mossi immediatamente e hanno posto sotto sequestro la collezione, che adesso si trova al sicuro in alcuni locali alle porte di Parigi. Liberation si chiede se il settantenne elettricista abbia atteso tanti anni a far uscire alla luce l’opera per poter beneficiare della prescrizione.
Tra le opere figurano nove lavori cubisti che, da soli, valgono 40 milioni di euro, risalenti all’inizio del secondo decennio del secolo (una fase in cui molte opere dell’artista sono andate perdute), ritratti della prima moglie Olga e una serie di gouache.
Ora le opere sono state sequestrate dall’Ufficio centrale per la lotta contro il traffico di opere d’arte e Le Guennec si trova in stato fermo. Per lui un momento decisamente nero: il periodo blu di Picasso è solo un dolce ricordo...