Il capolinea di Baldini: «Finisce qui»

Maratona amara per l’Italia agli Europei di Barcellona. Stefano Baldini, l’oro olimpico di Atene autodefinitosi «una mina vagante» alla vigilia di questa gara, è costretto al ritiro, mentre Ruggero Pertile, l’azzurro più in forma, si piazza al quarto posto dopo aver sognato a lungo una medaglia importante. L’oro va alla Svizzera, perchè Viktor Roethlin trionfa in Catalogna quattro anni dopo l’argento di Goteborg, quando fu secondo dietro Baldini. Il tripudio generale accompagna la retta finale di Manuel Martinez, veterano spagnolo che fu campione continentale nel 2002 e qui chiude la carriera conquistando un argento meritato. Il nuovo campione d’Europa, che in carriera con quella di oggi ha corso 17 maratone, è un sopravvissuto: nel febbraio del 2009, tornando da un allenamento in Kenya, mentre si trovava in aereo fu colpito da una trombosi con successiva embolia polmonare. È quindi un uomo, e non solo un atleta, tornato dall’inferno, e che oggi ha vinto una battaglia non soltanto sportiva ma anche di vita. Ma Barcellona è anche il capolinea della carriera di Stefano Baldini, tornato ai 49,195 km. appositamente per questo appuntamento ed a due anni dalla maratona dei Giochi pechinesi. Il campione olimpico di Atene 2004 abbandona a metà gara e poi si è sfoga ai microfoni di RaiSport. «Il tempo passa, finisce qui - dice il 39enne Baldini -. Mi dispiace, chiedo scusa a tutti. La mia carriera? A caldo dico che è finita, con la maratona sicuramente. Magari ci sarà qualche gara più breve. Ce l’ho messa tutta ma non riuscivo a stare con gli altri - continua Baldini -, pur provando a correre in difesa. Evidentemente questa gara non era alla mia portata, mi dispiace chiudere male. Volevo essere la mina vagante, potevo fare tanto o poco. Non ho fatto niente».
Per l’Italia c’è anche la delusione per la beffa di Pertile che quando è terzo, in scia a Martinez, viene improvvisamente bloccato dai crampi al 37/mo chilometro e perde contatto dallo spagnolo, per poi farsi superare dal russo Safronov, autore di una bella rimonta, e dall’altro spagnolo Iglesias. In pochi minuti di gara Pertile passa dal sogno dell’argento al quinto posto ed alla fine chiude quarto, dopo essere risalito di una posizione per il crollo di uno stremato Iglesias.
Altra medaglia di legno per le ragazze della staffetta 4x400 (Chiara Bazzoni, Marta Milani, Maria Rita Spacca e Libania Grenot), un piccola delusione però, ampiamente compensata dalla gioia di aver migliorato il record italiano che resisteva da 11 anni. Le 4 azzurre l’hanno abbassato di quasi un secondo portandolo a 3’25”71.
Impresa del bianco più veloce del mondo: il francese Christophe Lemaitre è infatti riuscito a conquistare tre medaglie d’oro (100, 200 e staffetta 4x100) cosa mai accaduta prima di lui in un campionato europeo.