La capolista inattesa

Come sono cambiati gli scenari della Lazio in pochi mesi: dalla salvezza conquistata alla penultima giornata nella passata stagione alla leadership solitaria di questo campionato. E’ vero che siamo solo al sesto turno. Ma i biancocelesti non godevano di una gioia simile da oltre due anni. Era il 28 settembre 2008 quando la Lazio, guidata da Delio Rossi, comandava le operazioni con 12 punti, uno in più della Fiorentina. Un miracolo costruito da tre uomini, il presidente Lotito, il ds Tare e l’allenatore Reja: il primo ha voluto a tutti i costi il tecnico goriziano a febbraio convincendolo a rescindere il contratto con l’Hajduk Spalato; il secondo ha sudato le proverbiali sette camicie per portare a casa il brasiliano Hernanes, talento purissimo; il terzo ha cambiato la mentalità della squadra. E’ riuscito in particolare, Reja, a cementare uno spogliatoio spaccato e a mettere la museruola a qualche giovanotto che si riteneva intoccabile. E pensare che l’avventura era cominciata con una sconfitta (0-2) in casa della Sampdoria. Poi 4 vittorie e un pareggio. E gli ostacoli dei prossimi due turni, Bari in trasferta, Chievo all’Olimpico, non sono proibitivi.
Un mezzo miracolo? Lotito - che su questo giornale ha incassato pochi giorni fa l’applauso di Petrucci, il numero uno dello sport italiano – dice di no in un intervento a Radio Rai. Ascoltiamolo: «Siamo consapevoli di aver allestito una squadra competitiva, in grado di darci grosse soddisfazioni. Sappiamo anche che ci vorrà un forte spirito di gruppo per raggiungere importanti obiettivi e superare ogni evenienza. Ma c’è qualità sul piano tecnico e morale. Mi auguro che la tifoseria capisca gli sforzi fatti dalla società per cercare un punto d’incontro fra investimenti e bilancio. Dal 2012 sarà in vigore il fair-play economico voluto dall’Uefa. Il primato? Siamo tranquilli e sereni, non soffriamo di vertigini».
Il fiore all’occhiello è rappresentato dal 25enne Anderson Hernanes, proveniente dal San Paolo, che domenica pomeriggio ha spalancato le porte del gol a Mauri. «Oggi è un grande calciatore, il giorno che si metterà al servizio della squadra e non giocherà solo quando ha il pallone fra i piedi diventerà un campione. Mi segua, non se ne pentirà», è il pensiero di Reja sul nazionale brasiliano. Ma il punto di forza, a suo parere, sta a centrocampo dove Ledesma, Matuzalem, Brocchi e Mauri formano un reparto estremamente competitivo. La difesa ha assorbito la partenza di Kolarov e ha trovato in Dias un centrale di tutto rispetto, in avanti ci sono soltanto problemi di scelta fra Floccari, Zarate e Rocchi. «Un gruppo solido», chiosa il tecnico che si gode la convocazione in azzurro di Mauri e Floccari. Lui ci avrebbe portato anche l’argentino Ledesma che ha il passaporto italiano. In rialzo perfino le quote dei bookmaker sulle prospettive da scudetto della Lazio. Ma la quota, per quanto scesa da 100 a 40, è lontana da quelle di Inter, Milan, Juventus e Napoli. In lavagna comunque è quinta, chi l’avrebbe detto in estate?