Capone & Bungtbangt, ritmo con strumenti riciclati

da Milano

È uscito Lisca di pesce, il nuovo cd di Capone & BungtBangt, l’ensemble formato dal napoletano Maurizio Capone, un percussionista che da più di dieci anni riesce a mescolare il ritmo allo straordinario intuito creativo. E così, dopo essersi preso dell’«artista geniale» da tutti compreso Maurizio Costanzo, ora sembra aver trovato quell’equilibrio creativo tra i sofismi del virtuoso e il gusto melodico di chi riesce a farsi comprendere da tutti. E quando sale sul palco con il suo ensamble, sono applausi. I Capone & BungtBangt suonano solo strumenti riciclati, ossia cose strane e autoprodotte tipo lo scatolophon (basso o distorto) o il bollidrum o le bidasse, che in brani come Crack o Sciakkallalla fanno tremare l’aria e muovere il bacino ma, come dice la loro biografia, «costano meno della ricarica di un telefonino». Se poi si mettono al servizio di proto rap come il Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano, allora il gioco è fatto perché il gusto dello stupire si accompagna al rispetto per uno dei classici della canzone italiana. Dovendo scommettere, Capone & BungtBangt sono uno dei nomi giusti.\