Il capopopolo combatte con la fantasia

Visita sul set del primo film di Marco Carlucci ambientato tra S. Maria della Pietà e Borgo Pio

Francesca Scapinelli

Al giovane regista romano Marco Carlucci piace definire il suo primo lungometraggio come una «fiaba sociale». Il film Il punto rosso, che sta girando da tre settimane in vari angoli della Capitale - da Borgo Pio ai Fori Imperiali, dalle Terme di Caracalla al Parco Acquedotto Felice - racconta infatti una storia di fantasia ma, allo stesso tempo, non trascura l’approfondimento di alcuni temi e problemi fin troppo reali. «C’era una volta... l’Italia ai giorni nostri», scherza Carlucci. Attualità e invenzione si fondono, insomma, nelle vicende di un cabarettista che abbandona il palcoscenico e il mondo dell’arte per entrare in politica. Ricky, questo il nome del protagonista (interpretato da Fabrizio Sabatucci), rappresenta un politico fuori dagli schemi, una persona «normale» che accetta la sfida e assume il ruolo di strumento di protesta popolare.
«È un istintivo che fa una scelta coraggiosa - racconta il regista -. In un certo senso ricorda un supereroe, uno degli Incredibili, ma è uno come noi». Ciò che però preme mettere in chiaro, agli sceneggiatori, è che si tratta di «una favola priva di riferimenti politici»: «C’è sì il mondo della politica, ci sono i partiti, ma non alludono a questo o quello schieramento, sono inventati. Anche il titolo non ha il significato che si potrebbe credere, rinvia invece a un gesto ricorrente del protagonista, metafora di un punto di rottura». Nel film si incontrano, inoltre, il tema dell’informazione e della potenzialità di Internet, e si riflette su drammi sociali come l’usura.
Accanto al comico-politico Ricky, numerosi personaggi che lo consigliano e lo affiancano: ecco l’amico furbo e «maneggione» interpretato da Francesco Venditti; ecco la vicina di casa che gli fa da mamma (la romanissima Anna Longhi, protagonista di innumerevoli pellicole al fianco di Alberto Sordi). C'è poi Andy Luotto nei panni dell’amico spirituale, un pastore-antropologo che vive alle porte della città tra tradizioni e tecnologia. Il film, realizzato in formato digitale e coprodotto dalle società Primafilm e Tramit, nasce da un progetto indipendente.
Le riprese saranno concluse tra circa due settimane e il set, in questi giorni, è nel complesso di Santa Maria della Pietà.