La Capotondi: «È stata dura dire no al successo facile»

Cristiana ha rinunciato al sequel di «Notte prima degli esami». Ora si rimette in gioco con il cinema d’autore nei «Vicerè» di Faenza

Lucio Giordano

da Roma

Ha detto no a Notte prima degli esami 2. E la decisione per Cristiana Capotondi, ventisei anni il prossimo 13 settembre, non dev'esser stata lieve. Immaginiamo l'ex ragazzina delle fiction tv Italian restaurant, Spqr, anni 50 e anni 60, macerata dal dubbio. Con Notte prima degli esami, il film campione d'incassi della scorsa stagione in cui vestiva i panni di Claudia, la Capotondi aveva infatti ottenuto la popolarità. Poteva veleggiare serena con il nuovo capitolo: altra gloria, altri soldi. «In effetti prima di rifiutare ci ho messo un po' - spiega lei dalla Sardegna meno modaiola -. Mi ero affezionata al personaggio, al cast. Ma per carattere non mi piace cavalcare l'onda. Forse non ci riesco proprio. Preferisco cambiare, mettermi alla prova con nuove sfide». Quella di Roberto Faenza, ad esempio.
Il regista l'ha voluta per il ruolo di Teresa nei Vicerè, il film prodotto da Rai cinema, Raifiction e Jean Vigo, tratto dall'omonimo romanzo di Federico De Roberto e che vedremo a primavera nelle sale e in due puntate su Raiuno, nel prossimo autunno: «Puntavo al cinema d'autore - spiega Cristiana -, e quando Faenza mi ha proposto la parte non ho esitato un istante. Sapere di dover recitare al fianco di Lando Buzzanca, Alessandro Preziosi e Lucia Bosè, mi elettrizzava. E leggendo la sceneggiatura mi sono riconosciuta in Teresa. Come lei, che fa parte di una famiglia molto in vista della Catania della metà dell'ottocento, gli Uzeda di Francalanza, anch'io ho un carattere solare, buono e malinconico al tempo stesso. Rido e piango nello spazio di un'ora. Ripensando magari ai miei quattro affezionatissimi nonni persi nel giro di cinque anni».
Con I vicerè da l'addio alla lunga serialità?
«Forse. Lo spero. Non che abbia niente contro l'Aurora Obrofari interpretata in Orgoglio per tre anni. I film in costume mi piacciono anche più di quelli ambientati ai giorni nostri. È che una fiction di diversi episodi ti porta via quasi un anno della tua vita. Alla fine delle riprese sei stanca, svuotata. E rischi anche di rimanere ingabbiata a lungo in quel personaggio».
E a lei invece piace cambiare. Ma com'è cambiata la sua vita dopo il successo di Notte prima degli esami?
«In nessun modo. Non permetto a questo mestiere di cambiarmi. Io ho iniziato a lavorare nelle fiction a dodici anni per amore della recitazione, non per diventare un'attrice famosa. La mia vita scorre come sempre: le pizze con gli amici del liceo, le cene a casa dei miei genitori che ho salutato un anno fa andando a vivere da sola, ma a duecento metri di distanza, la mia cagnolina Billa, che dorme nel letto con me e ha imparato a mettere la testa sul cuscino. L'unico vantaggio è che da un anno non faccio più i provini».
Si è mai domandata perché da qualche tempo è cosi richiesta?
«Sì, ma non sono riuscita a darmi una risposta. Non penso di avere un talento particolare, non mi considero neanche bella: ho le gambe corte e un poco di pancetta. Forse piaccio per la mia umiltà, per il mio carattere contrastante: sono una donna forte e pragmatica con degli atteggiamenti adolescenziali».
Non faccia la modesta: buca lo schermo e spesso le fanno interpretare scene di nudo.
«Che imbarazzo. Chiedo sempre alla produzione una troupe ridotta sul set. Riesco a ottenerla, ma poi so che tutti gli altri stanno fissi davanti al monitor ad assistere alla scena».
Le riprese dei Vicerè si concluderanno a fine settembre. Poi cosa farà?
«In ottobre andrà in onda la fiction di Raiuno Joe Petrosino, in cui interpreto Giuseppina, la sorella del celebre poliziotto italoamericano che ha il volto di Beppe Fiorello. Poi, al fianco di Primo Reggiani sarò Sole in Ragazzi contro di Giancarlo Scarchilli».
Che storia è?
«Quella di una ragazza problematica che entra a far parte di un gruppo di coetanei, alterandone gli equilibri».
Torna sul luogo del delitto. Le atmosfere sembrano essere quelle di Notte prima degli esami.
«No, qui si parla di incomunicabilità giovanile. L'altra era un bellissima commedia adolescenziale, fresca e limpida come un bicchiere d'acqua naturale».