Con Cappelli pallido ricordo della commedia all’italiana

Capita a un regista con ambizioni d'autore, a uno cioè che scrive il film che dirige, di parlare soprattutto di sé. Massimo Cappelli dunque ha un alter ego nel personaggio - ascolano come lui - che affida a Fabio Troiano nel Giorno + bello. Improbabile che, oltre che vittima delle convenzioni sociali, volesse renderlo antipatico; più facile che gli attribuisca la vita da bancario che temeva di fare, se non avesse fatto il regista. Ma come simpatizzare con chi vuol sposare - da lì il titolo - il personaggio di Violante Placido? Forse per reazione all'esser figlia di genitori (Shel Shapiro e Carla Signoris) sessantottardi, lei è iperconvenzionale, anche nelle piccinerie (sedusse il fidanzato di un'amica troppo amica). Se s'ispirasse alla corrosiva vena della commedia all'italiana, il film di Cappelli sarebbe interessante e gli si perdonerebbe d'esser girato in una magnifica Trieste, ma d'aver poi solo personaggi centro-meridionali; di rappresentare il trentenne medio con uno troppo agiato, rispetto ai coetanei e ai genitori. Invece il suo intento è piacione.

IL GIORNO PIÙ BELLO di Massimo Cappelli (Italia, 2006), con Fabio Troiano, Violante Placido. 90 minuti