Cappellini: un artista che ha sposato il design

Il mondo dell'arredamento molto spesso mostra aspetti strani e sconcertanti, che sembrano smentire le tradizioni, annullare giudizi affrettati ma confortati dai dati più obiettivi, andar contro ogni diceria o sussurri di certi ambienti. A volte dietro un nome si nasconde un'artista, che trova qualche difficoltà a portare avanti il suo discorso, ma che in quello crede e che presto o tardi troverà un suo sbocco. Forse queste parole si adattano a Giulio Cappellini, un uomo di grande gusto ed intuizione che per la verità per anni ed anni ha cercato una ribalta nazionale, non trovando appieno e preferendo quella internazionale, fatta però di partecipazioni di architetti illustri, di mostre prestigiose, ma di vendite limitate praticamente a prototipi, con grande gioia di riviste d'arredo e fotografi d'avanguardia. Un nome, quello di Cappellini, che in fondo aveva bisogno di rientrare sotto un «ombrello» di qualità, ma che in un certo senso lo imbrigliasse in certi canoni, che seppur larghi, ne avrebbero permesso la sopravvivenza industriale. Nata nel '46 come produttrice di mobili artigianali, la Cappellini è diventata negli anni trampolino di lancio per i più grandi designer internazionali attraverso un gamma di collezioni suddivise in quattro differenti sezioni. «Collezione» e «Sistemi» focalizzate sulla produzione di mobili e sistemi componibili, «Progetto Oggetto» basato sul rispetto di una cura «sartoriale» ma legato alle tecnologie avanzate in favore dell'oggettistica della casa, «Mondo» a recuperare le tecniche dell'artigianato realizzando modelli in varie parti della terra, in nome di un alto livello e del cosmopolitismo. Non sono pochi i suoi prodotti esposti nei più importanti musei del mondo, quali ad esempio il Victoria & Albert di Londra, quello d'Arte Moderna di New York, il Centre Pompidou di Parigi. Due anni fa, in un'ottica di crescita e di rafforzamento nei mercati internazionali, è entrato, di buon grado, a far parte del maggior consesso internazionale dell'arredo al top di gamma, il Poltrona Frau Group, pilota di un progetto del «nuovo polo della qualità» sostenuta da Charme, la società di investimenti voluta da Luca di Montezemolo. Credo sia stata un'occasione davvero unica e provvidenziale per la Cappellini, che si affianca oggi ai nomi di Cassina, Thonet, Alias, Gufram e Nemo.