La Capria, tutte le virtù della distrazione

Prendiamo in prestito da Antonio D’Orrico un’espressione a lui molto cara e usiamola una volta a proposito: «Raffaele La Capria è il maggiore scrittore italiano vivente». Vi sembra troppo? A noi no, ci sembra il minimo per definire questo signore che si lamenta per l’età e gli acciacchi, ma è più lucido e acuto di tutti gli altri. Giovani e vecchi, esordienti di belle speranze o consumate ciabatte della letteratura, nessuno ha la stessa capacità di scrivere cose intelligenti con l’apparente semplicità di La Capria. Una semplicità noncurante come di chi si fosse appena chinato sovrappensiero per allacciarsi la scarpa. E così, con questo tono distratto ieri sul Corriere della Sera, sotto la consueta dicitura «elzeviro» che di norma etichetta semplici recensioni, appariva finalmente un elzeviro vero e proprio.
In questo elzeviro, con lo sguardo pietoso di un signore che non vuole più rompere le scatole a nessuno, La Capria tesse un lungo elogio a una cosa chiamata «distrazione vigilante» e spiega come sia finalmente riuscito a diventare un distratto professionista. «Un esercizio complicato che consiste nel tenere la memoria pulita da tutte le incrostazioni che potrebbero attecchire». L’informazione, i giornali, la politica si occupino di quello che devono, ma La Capria rivendica il diritto di infischiarsene, di occuparsi dei fatti dell’anima, di rispondere alle domande senza risposta che si rivolgono al buio di notte prima di abbandonarsi al sonno.
E tra le righe, nell’elzeviro di La Capria, traspare una forte critica ai giornali e alla politica, e a come i giornali raccontano la politica, il pettegolezzo e le ridicole sottigliezze che strappano un titolo ma che non lasciano il segno. Mai. «I giornali li leggo doverosamente ogni mattina, ma poi ritorno alla mia occupazione preferita, la manutenzione della memoria». Anche perché in questo grande chiacchiericcio, questo gran parlarsi addosso, non porta da nessuna parte. «I giornali spesso non sanno - scrive Duddù - che la vera attualità a cui tanto tengono è fuori dalla loro portata». Avevano forse previsto la guerra dell’Islam all’Occidente? Avevano forse previsto la caduta del muro di Berlino?
Sarebbe bello convincere La Capria a tenere un corso di «distrazione vigilante» per giovani scrittori, dove insegnare a lasciare il mondo scorrere in sottofondo, come il brusio di una televisione rimasta accesa. Ma i corsi, purtroppo, li tiene solo chi insegna scrittura creativa. E i risultati si vedono.