La Caprioglio e il raffinato gioco della seduzione

L’attrice protagonista insieme con Mario Scaccia della commedia goldoniana «Un curioso accidente»

Alessandra Miccinesi

«Dopo otto anni ininterrotti di teatro - flauta Debora Caprioglio, che dal ’98 a oggi non ha mai abbandonato il proscenio - un Goldoni mi spettava di diritto». Detto, fatto. Per la procace attrice veneta scoperta vent’anni fa da Klaus Kinski in un ristorante di Venezia e poi trasformata in icona sexy dal maestro Tinto Brass per Paprika, è tempo di un nuovo debutto d’autore. Stasera al Teatro Romano di Ostia Antica la Compagnia Molière e il Teatro di Sicilia propongono la commedia goldoniana Un curioso accidente per la regia di Beppe Arena. In scena, accanto alla splendida Debora Caprioglio ci sarà Mario Scaccia. Una strana coppia che sotto i riflettori dimostra di funzionare benissimo. «Mario? È un grande maestro. Me ne sono accorta durante le prove e nella recente anteprima siciliana - confessa con umiltà l’attrice reduce dal set televisivo di Morte di un confidente per la regia dei Manetti Brothers, film che andrà in onda in autunno su Rai2 -, mi sono limitata a rubare con gli occhi i suoi segreti. È un grande onore lavorare con un attore della sua caratura. Cinquant’anni di carriera sono un bagaglio notevole e Scaccia è un’autentica forza della natura. Ha un’energia che lascia esterrefatti e grande rispetto per i colleghi: non è invasivo e rispetta i ruoli».
Amori osteggiati, gioco della seduzione, coraggio femminile e viltà maschile. Insomma un classico della commedia dell’arte. Il canovaccio di Un curioso accidente - commedia del 1760 tratta da un fatto vero, registrato da Carlo Goldoni con puntuale ironia grazie al racconto di amici fidati del veneziano Caffè della Sultana - è ambientato in una nobile dimora d’Olanda. E racconta la travagliata love story tra un ufficiale ferito e la figlia del padrone di casa in cui il giovane viene accolto. Tra i due è colpo di fulmine, ma il matrimonio, ostacolato dai genitori, sarà coronato come da copione grazie alle furberie femminili. «Io interpreto il ruolo di Giannina - dice la Caprioglio - la giovane innamorata che per riuscire a sposare l’ufficiale fa credere al padre (interpretato da Mario Scaccia) che il militare è innamorato di un’altra ragazza: la sua migliore amica, Costanza».
Un gioco delle parti dal meccanismo rodato che fotografa la vita come uno scrigno colmo di sogni, malinconie, tenerezze, e piccole pazzie. «Sono contenta di regalare queste due ore di gioia pura al pubblico» dice una solare Caprioglio, entusiasta di questa ennesima virata professionale. Dal ’98 a oggi, in teatro, la splendida creatura scoperta e amata da Kinski ha recitato ruoli in commedie di Brass (Lulù di F. Weekeking), Monicelli (Una bomba in ambasciata), e Costanzo (Un coperto in più), spaziando dalla tragedia greca (Elettra) al romanticismo scespiriano (Sogno di una notte di mezza estate). Nella sua vita c’è spazio per i rimpianti? «No. Tinto Brass rappresenta il mio passato lontano. Sono una donna caparbia e paziente, ho sempre cercato l’occasione giusta sapendo aspettare. Il risultato è stato il film della Archibugi Con gli occhi chiusi che ha aperto un nuovo capitolo. La casualità non c’entra col successo, bisogna saper indirizzare gli eventi. Io per esempio ho sempre avuto il pallino della recitazione e a scuola scrivevo piccole sceneggiature sulle quali fantasticavo con ambizioni da regista. Allora pensavo a Cinecittà come a un sogno distante anche geograficamente. Oggi invece sono al Teatro Romano, ma vorrei tornare al cinema: il mio primo amore, ma con un copione giusto». Completano il cast della commedia Rosario Coppolino, Mario Patané, Antonella Piccolo, Consuelo Ferrara e Edoardo Sala.