Capurro: «In Comune una talpa contro di me»

(...) Andrea Vernazza, poi sorride ai giornalisti: «Processatemi pure». La presunta speculazione a San Michele di Pagana da parte della società Airone Immobiliare dei suoi figli? «C’è una licenza a costruire regolarmente rilasciata». Il Puc però vieta l’edificazione e lei, sindaco, l’ha votato. «Avere una casa già edificata o un permesso a edificarla già approvato è la stessa cosa, perché il piano urbanistico non è retroattivo. E la legge non mi obbligava ad astenermi, perché il Puc è un provvedimento a carattere generale». La crisi di maggioranza? «Un golpe». Organizzato da chi? «Un’idea ce l’ho, ma non la posso dire. Però posso dire a chi giova: agli otto consiglieri di centrodestra che mi vogliono sfiduciare». Ce la faranno? «Forse no, se la Madonna di Montallegro farà il miracolo». Se così non fosse? «IO non ho certo bisogno della politica, quindi non mi strapperò i capelli. Comunque se torneremo a votare sarà un referendum su di me e io lo vincerò, perché la gente ha capito, è con me». Chi lo dice? «Due sondaggi mi danno al 70 per cento». Chi li ha fatti? «Non lo dico». Non si citano sondaggi senza dire chi li ha eseguiti. «Uno l’ha fatto il Dipartimento di Statistica dell’Università». Lì lavora sua moglie, ma in fondo non è questo il punto.
Il punto arriva quando il sindaco inizia a spiazzare. Sarà anche sicuro di vincere, epperò fa appello ai consiglieri comunali: «Se arrivasse un commissario ora il Bilancio, che si fa fra gennaio e febbraio, non verrebbe approvato. E per il 2007 non ci sarebbero progetti per Rapallo. Se amate la città fatemo governare fino a febbraio. Io mi impegno ad andarmene. Se non manterrò la promessa vi basterà dimettervi in massa da un notaio». Del resto, hai voglia a spiegargli che i consiglieri comunali hanno sempre distinto le vicende giudiziarie dalla crisi politica. Per Capurro, di politico in questa crisi non c’è proprio nulla: «Gli stessi assessori e consiglieri di maggioranza che ora mi tradiscono dicendo che non erano d’accordo con le mie decisioni, per due anni hanno sempre votato con me, 300 delibere. Ora, delle due l’una: li ho forse minacciati? O non erano in grado di intendere e di volere? No, la verità è un’altra».
Eccola: un complotto ai danni di un sindaco scomodo. Grande tessitore quell’Andrea Pescino che, a nome del Comitato di partecipazione popolare 9 aprile, ha presentato un esposto in Procura contro la Airone. È stata solo l’ultima tappa. «Mi diffama dal 2003: girava voce che mi sarei candidato sindaco e lui ha iniziato a cercare di fermarmi». Poi è stata guerra aperta. Ora dice Pescino che Capurro lo ha incontrato tre volte, e di aver addirittura siglato con lui un patto politico: «Ma figuariamoci» smentisce lui. Epperò ammette di averlo incontrato: «Voleva vedermi, ci sono andato per capire il perché di tanto astio nei miei confronti». E ammette anche, Capurro, di aver dato dei soldi a Pescino: «È stata una transazione su consiglio dei miei avvocati per ottenere la remissione di due querele per due interviste in cui citavo fatti in modo inesatto». Nella prima il sindaco diceva che Pescino era stato condannato per calunnia, invece si trattava di diffamazione. Nella seconda accusava Pescino di avercela con lui per lo sfratto dato a due suoi amici ad Avegno. Ora però c’è un giallo: «In Comune qualcuno fa la spia a Pescino - svela il sindaco -. Il suo cellulare infatti è registrato su un’agenda ingiallita che ho trovato oggi sia nel mio ufficio sia al centralino. E i numeri registrati sono quelli che si chiamano spesso». Ora è caccia alla talpa.