Cara Amiu, tenere una città pulita costa troppo

Gentile Dr. Repetti
Spesso sento criticare i cittadini «indisciplinati» che lasciano qua e là frigoriferi, lavatrici, sedie ecc...
A tal proposito le segnalo un esperienza fatta: nel mese scorso è venuta a mancare mia madre; conseguentemente in questi giorni ho l'incombenza di dover svuotare i locali. Dovendo sgomberare la parte residuale degli arredi, ho pensato di contattare l'Amiu per far rimuove rifiuti un po' ingombranti (una decina di pezzi). Ho chiamato ieri alle 13,30 l'Azienda e dopo una decina di minuti di attesa sono riuscito a parlare con un addetta e le ho chiesto costi e tempi.
I costi sono: 8 (otto) euro a pezzo, per un massimo di otto pezzi o alternativamente 120 (centoventi) euro all'ora. I tempi di esecuzione vanno intorno e oltre le due settimane. A tale richieste ho palesato di ritenere eccessive tali tariffe, al che mi è stato risposto che vi sono le due isole ecologiche oppure una volta alla settimana il servizio di raccolta gratuito presso un centro di raccolta di prossimità. Ho gettato al mio interlocutore la provocazione che forse facendoli ritirare dall'azienda dei servizi di Milano avrei speso di meno.
Quindi dovendo portare via una decina di pezzi ingombranti di non eccessive dimensioni, alternativamente dovrei procurarmi un furgone o un camioncino per arrivare alle isole ecologiche o al centro di raccolta.
Probabilmente trattandosi di mobilia in legno vedrò di farla portare via da chi ritira anche le parti buone considerando che fortunatamente abitano fuori città e hanno una capiente stufa.
Ho provato a verificare la provocazione che ho fatto all'Amiu e ho scoperto che l'azienda di Milano, l'Amsa contrariamente all'Amiu ritira gratuitamente sino ad un massimo di otto pezzi al mese i rifiuti ingombranti a domicilio a Milano e nei comuni confinanti.
Conseguentemente mi chiedo però se far pagare questo servizio a quei prezzi non sia in contrasto con la volontà di tenere una città in ordine e pulita e pretendere giustamente il rispetto della città. Se provo a mettermi nei panni di chi ha poche risorse economiche e poco tempo da aspettare anch'io attenderei l'oscurità per fare un blitz in strada ed abbandonare il mio oggetto ingombrante sgangherato vicino al primo cassonetto.
Sicuramente non avrei altra alternativa valida che abbandonare gli oggetti ingombranti per la strada.
Mi auguro che a Milano continuino a tenere un’ amministrazione «fascista» perché altrimenti cadranno anche loro nel più completo disastro in cui versa la nostra città.
Bartolomeo Razeti
Riconosciamolo, caro Razeti: la situazione logistica di Milano è un po’ diversa da quella di Genova, e si può ammettere che il trasporto di «ingombranti» costi qualcosa di meno lì che dalle nostre parti. E poi, è anche vero che Amiu, nonostante la buona volontà - a volte più, a volte meno esercitata - del management, si dibatte in problemi cronici di quadratura del cerchio (leggi: bilancio) che obbligano a fare anche i salti mortali. Ciò premesso, però, concordo con Lei sul fatto che il paragone è improponibile: non fra Amsa milanese e Amiu genovese, ma fra i rispettivi azionisti di riferimento. È qui che bisogna andare a cercare le ragioni di comportamenti così diversi. Ed è qui che si misura la differenza fra chi sa amministrare (bene) anche i rifiuti, e chi si rifiuta (troppo spesso) di amministrare.
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