Cara Annamaria

Annamaria Franzoni continua a dividere. Per la Cassazione e quindi per la giustizia italiana lei è l’assassina di suo figlio Samuele, morto il 30 gennaio del 2002. Ma Annamaria è anche un personaggio privato diventato pubblico, è la donna della quale tutta Italia conosce le molte lacrime e i pochi sorrisi. Il Giornale ha chiesto a quattro sue firme di scrivere ognuno una lettera aperta alla signora Franzoni. Nessuno di loro l’ha mai conosciuta personalmente, nessuno di loro ha mai avuto una conversazione diretta con lei. Eppure è come se in qualche modo tutti e quattro la conoscessero da diverso tempo. Queste lettere rappresentano l’inizio di un dialogo con una donna che nasconde dentro di sé tante domande e, al di là di ogni opinione sulla sua innocenza o la sua colpevolezza, un grande, inconcepibile, dolore. Sono lettere di madri e padri, che parlano alla Franzoni con il linguaggio della fede, della ragione, del buon senso o della morale. Tutte lettere, comunque, umane, molto umane.