Cara Befana porta via Lerner e Santoro (ma ridacci Costanzo)

Lettera semiseria per un palinsesto immaginario senza programmi buonisti e trasmissioni faziose. Basta con Di Pietro e Travaglio ad <em>Annozero</em>. E basta plastici a <em>Porta a Porta</em>

Carissima Befana, ti disturbo per la prima volta perché vorrei chiederti se puoi regalarmi una televisione nuova, la mia è da rottamare. Vorrei una televisione anche non grandissima, trenta pollici bastano, ma dove Annozero diventasse finalmente Announo, non è possibile che dopo sette anni si resti sempre lì, a zero, e inoltre con tutta l’audience spendessero di più, si vede da lontano che Antonio Di Pietro e Ignazio La Russa sono dei pupazzi di cartapesta realizzati con trucchi datatissimi, si vedono i fili, si vede che il sangue è pomodoro, tanto valeva riesumare Rambaldi, e essendo servizio pubblico non è giusto che la computergrafica venga usata solo per far brillare il faccino e il sorrisino di superiorità ontologica di Marco Travaglio.
A proposito di sorrisini e ontologia, vorrei non vedere più il sorrisino felice di esistere di Fabio Fazio, io tutte le volte che lo vedo mi viene una tristezza esistenziale che per riprendermi devo passare due ore su Youporn, prendere venti gocce di citalopram o sparare all’impazzata ai talebani dentro Modern Combat 2 Black Pegasus sulla mia Xbox. Vorrei, cara Befana, che nella mia televisione nuova mi insegnassi a distinguere, con opportune didascalie, non solo Riotta da Severgnini, mio antico problema, ma anche il sindaco Renzi da un film di Pieraccioni.
Vorrei una puntata di Porta a Porta dedicata a Bruno Vespa senza Vespa, con un plastico al centro dello studio che riproducesse lo stesso studio di Vespa in scala uno a uno, dove tutti gli ospiti si chiedessero dove sia finito Vespa, sul cui evento si potrebbe anche incentrare un’intera stagione di Chi l’ha visto? dove alla fine chi s’è visto s’è visto, almeno ci riprendiamo dai tormentoni di Sarah e Yara. Vorrei che Gad Lerner smettesse di chiamare la sua trasmissione L’infedele perché è fin troppo fedele, di qualsiasi cosa parlino viene fuori che o sono ebrei o sono cattolici o sono musulmani e quindi alla fine sempre ebrei come Piperno e di conseguenza, a prescindere dall’argomento, ti ritrovi sempre nella striscia di Gaza, anche quando parlano di Striscia la notizia e delle veline di Antonio Ricci che Lerner vorrebbe meno scosciate, e ti viene il dubbio che forse Gaza sarà il nome di una escort antagonista della D’addario, e quindi la Striscia di Gaza sarà quella cosa lì. Tuttavia vorrei non vedere più da Lerner quei docenti universitari pre-post-neo-marxisti con annesse studentesse di filosofia che parlano come se fossero al primo esame universitario, ti addormenti sempre dopo i primi dieci minuti perfino quando l’argomento è il bunga-bunga e se hai meno di diciotto anni speri di non fare mai l’università per non diventare così. Insomma non è la Rai, non è Boncompagni purtroppo, ma io Lerner lo trovo diseducativo, meglio Il Grande Fratello o L’isola dei famosi, almeno dalla Ventura o dalla Marcuzzi nessuno ha studiato nulla, né i concorrenti né i conduttori. Nella mia televisione nuova vorrei anche, sempre se possibile, mia cara befana, che Luca Telese e Luisella Costamagna la smettessero di rimbeccarsi fra loro davanti agli ospiti, basta: ogni sera una lite coniugale e non volano piatti solo perché, prima di iniziare, gli assistenti di studio fanno sparire qualsiasi oggetto contundente. Vorrei a questo punto che Luca e Luisella facessero sesso in diretta, per capire chi dei due è l'uomo e chi la donna e senza lasciarsi ingannare dai baffi perché siamo adulti e vaccinati e voyeuristi fino all’indecenza. In alternativa, visto l’orario, andrebbe bene una lotta nel fango, giudice Enrico Mentana, perché è equilibrato e prima di decidere chi dei due è il vincitore chiederà un’opinione a Belpietro e una a Travaglio e infine ci dirà che «abbiamo sentito due autorevoli opinioni contrapposte» e «mah!» e io sono sempre d'accordo con Mentana quando dice «mah!». Così come, sempre su La 7, sono sempre d’accordo con Antonello Piroso quando dice «Andiamo avanti...».
Certo, con la mia televisione nuova vorrei capire, almeno nel 2011, come fanno i ragazzi che studiano per diventare famosi da Amici di Maria De Filippi a non aver ancora capito, in dieci edizioni ne sono venuti fuori tre, al Festival di Castrocaro, statisticamente, hanno più chance, e però, bisogna ammettere, questi studenti di Maria parlano meglio degli studenti universitari invitati da Santoro, quindi forse Amici è meglio della Sapienza e Maria meglio di Lerner e di Asor Rosa messi insieme. In ogni caso Maria è da anni più brava di Maurizio Costanzo, l’allieva ha superato il maestro, il quale in compenso ha avuto la laurea honoris causa e però da quando non fa il Maurizio Costanzo Show non lo vedo più ma tutti giurano abbia una trasmissione in Rai, nel primo pomeriggio. Io, qui lo dico e qui non lo nego, tanto è solo una lettera alla befana, desidererei il ritorno del Maurizio Costanzo Show, quando c’era non ne potevamo più, ora che non c’è ci manca, forse perché si è visto che al peggio non c’è limite e, insomma, quant’era bello il Maurizio Costanzo Show con i suoi Uno contro tutti, oggi tra tutti non ne fanno uno. Almeno lì per esserci bisognava aver fatto qualcosa, Melchiorre Gerbino ci raccontava i suoi viaggi, un altro parlava a nome degli Elohim, un altro era uguale a Little Tony o talvolta era proprio Little Tony, non bastava essere se stessi, cioè nulla, per essere in televisione, bisognava aver fatto qualcosa, almeno essere Little Tony.
Vorrei, infine, non vedere più la mia amata Barbara D’urso a Domenica Cinque, a Pomeriggio Cinque, a Capodanno Cinque, con lo smalto viola, verde, azzurrino, giallo (solo rosso, per carità, come è d'obbligo per qualsiasi donna) perché mi sono stancato di scriverlo, perché ogni volta mi sento male e mi passa ogni fantasia erotica e proprio adesso che è tornata single e ho la speranza di candidarmi per le primarie: d’altra parte ho quarant’anni come Pizzimbone, non sono un imprenditore ma sono uno scrittore fico, ho le mie carte da giocare.
Se poi questa televisione nuova nella mia calza non c’entrasse, mia cara befana, o se sono stato cattivo come è probabile, poiché sono un feticista, anziché il carbone nella calza lasciami almeno un collant di Nina Senicar, e se non mi merito neppure il collant della Senicar va bene anche un cosciotto di pollo oliato da Antonella Clerici in La prova del cuoco, la mia trasmissione porno preferita che va in onda la mattina, quando i bambini sono a scuola, mentre la sera sono dalla Clerici o da Gerry Scotti a cantare «Com’è bello far rumore da Trieste in giù», come se i bambini fossero scemi e non si chiedessero il perché di tutto questo rumore e credessero ancora a Babbo Natale e perfino che la Striscia di Gaza è in Palestina.