CARA MARTA, TI SCRIVIAMO

Carissima Marta Vincenzi, signora sindaco di Genova,
pur pensandola in modo diverso da lei su moltissime cose e pur chiedendomi come faccia a sostenere alcune posizioni e contemporaneamente a governare con chi la pensa all’opposto su quei temi, non abbiamo mai nascosto una certa ammirazione nei suoi confronti. E le abbiamo pubblicamente riconosciuto di aver fatto più in due mesi di quanto abbiano fatto i suoi predecessori in cinque anni. Intendiamoci, non è che ci volesse un genio o Stakanov, ma la fortuna di governare dopo un mandato assolutamente fallimentare non è una colpa. Non si può imputare a Gastone il fatto che trova i soldi per terra. E lei, a Genova, un po’ è Gastone per la fortuna e un po’ è Paperone per la cocciutaggine con cui consegue i suoi obiettivi.
Proprio per questa ammirazione, le chiedo un piccolo sforzo toponomastico, che nel precedente mandato consiliare è assolutamente mancato. Forse per distrazione, forse perchè il consiglio comunale era troppo impegnato (...)