«Cara Nietta, ho preso il mio narcotico»

1° agosto 1928
Nietta dolce, io son confuso e misero. Perdonami. Non ho potuto chiudere occhio - quello che mi resta - prima delle dieci di stamane. Le tue carezze avevan fatto insonni torrenti, delle mie vene caste! Ho scritto, ho letto, ho pensato fiammeggianti pensieri. Volevo evitare di prendere il mio narcotico di ferito. Ma verso le tre l’ho preso. \ Io prendo il mio bagno, e tra un’ora son pronto - con molta fame di te.
Ariel
25 luglio 1932
Cara Nietta ... non dimentico. E riprenderò le carezze esattamente al punto ove furono interrotte dalla tua stanchezza, che io chiamo viltà assomigliando il piacere a un combattimento in campo chiuso. «A battaglia d’amor campo di piuma», come dicono le donne di Spagna. Addio, e arrivederci. Ti bacio la bocca bella, che per alcuni minuti mi sacrificò la sua perfezione.
Ariel