Cara Veronica ti scrivo...

Il Cavaliere replica pubblicamente alla richiesta di scuse della moglie, formulata dalle colonne di Repubblica: "La tua dignità è il bene per me più prezioso. Da me soltanto una battuta spensierata. Sei una persona splendida, ecco un atto d'amore". Veronica aveva detto: "Non posso passare sotto silenzio le battute di Silvio alla serata dei Telegatti". La risposta: "E' stata la bagatella di un momento"

Roma - Cara Veronica, eccoti le mie scuse». Pubbliche ovviamente, come la moglie aveva pubblicamente preteso al mattino. Pubbliche ma tutt’altro che formali, doverose ovviamente, però sentite e calde, umanissime. Che avreste fatto voi? L’uomo più ricco d’Italia, il leader del centrodestra, il premier più longevo della nostra storia repubblicana, ha fatto esattamente quel che avrebbe fatto un qualunque marito italiano che ama la moglie, tiene a lei e ai figli più di ogni altra cosa al mondo, esagera e non sa tenere a freno la lingua, dunque s’accorge d’aver scatenato un uragano solo quando il tetto di casa, il bene più prezioso che abbia, gli è già sulle spalle. «Obbedisco», telegrafò Garibaldi. Silvio Berlusconi di più, s’è fatto in quattro sputando il cuore e l’anima, ha scritto a Veronica Lario una lettera da scioglier le pietre e incantare i serpenti. E terrorizzato che non bastasse, forse conscio che anche una lettera di Jacopo Ortis, per quanto sofferta e intrisa d’amore, può non fermare il corso delle cose, è volato a Milano per cenare a casa, con la moglie e i tre figli più giovani. Chissenefrega degli impegni politici e della seduta in Parlamento, al diavolo anche il Milan che proprio ieri sera giocava a Roma, meglio essere a Macherio. Come a Canossa. A cercar di porre rimedio con ogni mezzo, triplo salto mortale uomo, perché se davvero ami, questo è il momento. Con equanimità assai rara nei comportamenti politici, Berlusconi ha fatto distribuire la sua lettera contemporaneamente a tutte le agenzia di stampa, che alle 16,40 in sincrono han bombardato lo stesso flash senza ancora un testo, «eccoti le mie scuse». L’attesa durava dal mattino, non solo i palazzi del potere ma quasi l’intero paese - par che il quotidiano romano con la lettera esclusiva della moglie dell’ex premier sia andato a ruba - s’era appassionato alla vicenda. E l’attesa non è andata delusa, almeno il pubblico di politici e privati ha promosso la risposta del «colpevole», riconoscendo che - almeno per ora e come primo passo - nessun marito avrebbe potuto far di meglio. Che avreste scritto voi, per rendere credibili le scuse ad una moglie ferita, con l’intero popolo italiano pronto a giudicarti? Appunto, che «la tua dignità» amore mio, «la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento». Che se non t’ho chiesto scusa in privato è perché sono orgoglioso, dunque «prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d’amore»; e per l’amor del cielo non dubitare nemmeno quanto io ami «quella splendida persona che sei», la mia realtà non è quella che ti giunge dalla tivù e non dimenticare mai, «abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno». Paradossale ma infine umano, che proprio il genio della tivù, il grande comunicatore per eccellenza, chini il capo e s’inginocchi obbediente a causa di sue «intemperanze» mediatiche, ancor prima che maschiliste. Però la sua lettera è bella, è quella giusta, lo riconoscevano ieri sera in coro anche quelli del centrosinistra in Transatlantico, «gli vale almeno due punti nei sondaggi» dicevano a bocca agrodolce. Ma di certo ieri per Berlusconi è stata una bella botta. Non ne sapeva nulla, ha scoperto la lettera della moglie nella rassegna mattutina dei giornali, coi collaboratori imbarazzati che non sapevano come prepararlo. E’ poi andato al pranzo coi 26 ambasciatori Ue all’Hassler, serio e compunto, senza nemmeno sorridere ai giornalisti. Poi s’è dedicato alla risposta, che assicurano esser tutta di suo pugno. Alle 19, sovvertendo ogni programma, Berlusconi era già in volo per Milano. «Cenerà a casa con la moglie e i figli», han fatto sapere dall’entourage. Chissà se i suoi gli han lasciato acceso il televisore, per dare una sbirciatina al Milan.