Carabiniere ucciso durante una rapina Fermate 2 persone

Finisce in tragedia una rapina in un ufficio postale a Pagani (Salerno). Vittima un
sottotenente dell’Arma. Di fronte alla folla terrorizzata
blocca un rapinatore, ma uno dei
complici prima lo ferisce e poi lo &quot;giustizia&quot; con un colpo alla gola. <strong><a href="/media.pic1?ID=567">Guarda le immagini</a></strong>

Salerno - Nella sua idea di carabiniere, c’era innanzitutto la sicurezza dei cittadini. Ieri mattina, questo servitore dello Stato, non ha tradito i suoi principi: quando si è trovato davanti a tre rapinatori, per non mettere a repentaglio la vita di una quindicina di persone che si trovavano all’interno di un ufficio postale non ci ha pensato due volte, si è lanciato contro il malvivente armato di una pistola, ma ha tenuto la sua chiusa nella fondina. Ha evitato probabilmente una carneficina il sottotenente Marco Pittoni, ma ha pagato con la sua vita. Originario di un paesino della Sardegna, Giba (Cagliari), è morto a solo 33 anni. Colpito da due proiettili, all’addome ed alla gola, si è spento dopo 4 ore di agonia in ospedale. Inutile il disperato intervento chirurgico alla carotide, Marco è morto poco dopo l’operazione.

Scenario di questa tragedia Pagani, 15 chilometri da Salerno. Ieri mattina, Pittoni, con due carabinieri della tenenza di Pagani si era recato nell’ufficio postale di Corso Padovano, per concordare con la direttrice, misure di sicurezza più efficaci. Dopo avere parcheggiato all’esterno dell’ufficio, i tre militari, tutti in borghese, si sono separati. Il tenente ha raggiunto la direttrice nel suo ufficio ma, pochi minuti dopo, sono arrivati anche i malviventi. Erano in tre, forse un quarto era alla guida, una Volkswagen Fox di colore nero. Azionate le 4 frecce laterali, i malviventi, che indossavano sciarpe e berretti, hanno fatto irruzione in posta. Uno dei tre con un salto è andato al di là del bancone; quello con la pistola, ha tenuto sotto tiro clienti e dipendenti mentre il terzo complice si era piazzato all’ingresso dell’ufficio a fare da palo. «Ho sentito delle urla provenire dal salone», racconta un dipendente.

Le urla le ha sentite anche Pittoni, e ha urlato: «Carabinieri, arrendetevi, posate le armi». Poi si è lanciato sul rapinatore che impugnava la pistola, ha fatto da scudo alla gente e lo ha immobilizzato. Sembrava fatta. Invece, non era ancora finita. Un altro bandito si è lanciato sull’ufficiale, ne è nata una colluttazione: Pittoni è finito sul pavimento, tirando a terra il malvivente che era riuscito a bloccare ma, senza avere più il controllo della situazione.

A questo punto la tragedia. Un altro dei banditi ha premuto il grilletto, ferendo all’addome l’ufficiale. Poi, spietato, ha puntato l’arma alla gola del militare. È successo tutto in 10–15 secondi al massimo, in pochi metri quadrati, tra la folla terrorizzata. Uno dei due carabinieri che si trovava con il suo comandante, ha sparato 2 colpi in aria, poi ha tentato di inseguire i tre malviventi in fuga con tremila euro di bottino. Tre ore più tardi l’auto è stata ritrovata dai carabinieri di Torre Annunziata. «Qua non doveva starci, era troppo buono per questa terra», urla Tiziana, la fidanzata di Marco giornalista in una tv locale. carminespadafora@libero.it