Carabinieri I 40 anni dei caschi blu dell’arte

Tre mostre per i primi 40 anni di attività del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. A Palazzo Pitti di Firenze «Aspetti del sacro ritrovati», a Napoli a Palazzo Reale di Napoli «Archeologia che ritorna» e a settembre a Castel Sant’Angelo «Antologia delle meraviglie». Dalla Triade Capitolina alla Muta di Raffaello, all’Arlesienne di Van Gogh. E perché no una mostra nella sede dell’Unesco a Parigi. A proporla è Mounir Bouchenaki, direttore generale dell’Iccrom, l’organizzazione intergovernativa che si occupa di conservazione e restauro. E poi un francobollo commemorativo, annulli speciali, il plauso caloroso del ministro Sandro Bondi e di tutto il Collegio Romano celebrano il Cctpc, uno dei fiori all’occhiello delle nostre istituzioni, che opera in Italia e all’estero. Ultima impresa, la riapertura del Museo di Baghdad. Sono loro «i caschi blu della cultura», di cui Bondi è «legittimamente fiero», ambasciatori di pace che meritano l’elogio e il ringraziamento della nazione. È un po’ imbarazzato e orgoglioso per gli elogi «non del tutto immeritati per questi ragazzi che hanno lavorato bene» il comandante generale dell’Arma Gianfrancesco Siazzu. E ringrazia in particolare «uno dei grandi animatori, sostenitori e propulsori» del nucleo, il generale Roberto Conforti. A parlare sono le cifre. Dal ’70 al 2008 sono stati recuperati oltre 389mila beni culturali, oltre 823mila reperti archeologici, oltre 252mila falsi di opere d’arte e deferiti all’autorità giudiziaria più di 25mila persone. Il Nucleo tutela patrimonio artistico, primo reparto al mondo specializzato in tutela, nasce il 3 maggio ’69 per contrastare la criminalità nelle belle arti che allora dipendono dal ministero dell’istruzione. Nel ’75 passa alle dipendenze funzionali del neonato ministero dei Beni culturali e nell’80 nasce la banca dati delle opere d’arte, in continua crescita, una delle chiavi del successo delle indagini. Raccoglie dati per circa 126mila eventi, di quasi 3, 2 milioni di oggetti con oltre 354 mila immagini. Oggi il gruppo è costituito da 300 persone distribuite in 13 nuclei sparsi per tutta la penisola che operano in sinergia con le altre forze dell’ordine e con le soprintendenze e all’estero con l’Interpol.