Carabinieri senza soldi: non paghiamo le bollette

Con le forze dell’ordine, a Roma sfileranno anche i vigili del fuoco, i forestali e gli agenti penitenziari: «Mai vista una legge che sopprime le questure»

Diego Pistacchi

da Genova

«Non pagare». È l’ordine impartito dal Comando regione Liguria dei carabinieri alle caserme e alle compagnie della provincia di Genova. Non pagare le bollette. È la disposizione contenuta in una circolare di quelle che dovrebbero restare riservate agli addetti ai lavori ma che, specie in tempi di beffe del governo alle forze dell’ordine, diventano pubbliche. Perché è vero che anche l’Arma è alle prese con una «deficitaria situazione sui capitoli di bilancio». Ed è anche vero che le piccole stazioni, le caserme e i comandi distaccati i soldi li hanno finiti ormai dalla scorsa estate. Quindi, spiega la circolare, le bollette non vanno pagate alla scadenza regolare, ma spedite al Comando regione, che provvederà, eventualmente, a trovare i soldi per poi rimandare alla caserma interessata la ricevuta di pagamento.
Questo percorso burocratico potrebbe apparire una semplice questione di procedura, di organizzazione interna tra i vari uffici economato dell’Arma. Però c’è una frase della circolare che sembra «tradire» il reale esito dei pagamenti. «Nel caso di paventata sospensione dell’erogazione da parte dell’azienda fornitrice - scrive il comando a tutti gli uffici sparsi sul territorio -, allo scopo di evitare l’interruzione della fornitura, si dispone che il comandante segnali con tempestività l’eventuale preavviso di distacco al fine di attivare la procedura di emissione di specifico atto dispositivo urgente e straordinario». Quindi il rischio che vengano tagliati i fili della luce e chiusi i rubinetti del gas da riscaldamento c’è, eccome. E questo significa che neppure il Comando Regione Liguria pagherà le bollette, visto che solo con atto «urgente e straordinario» può, se proprio la situazione lo richiede, autorizzare il pagamento della bolletta. Intanto meglio prendere tempo, se poi qualcuno minaccerà di lasciare i carabinieri al freddo e al buio, qualcuno interverrà in extremis.
La disposizione, ovviamente, doveva restare riservata. A chi è uso obbedir tacendo, la pubblicità di una simile situazione non fa piacere. Ma è anche innegabile che la situazione di bolletta, costringa l’Arma a non pagare le bollette. O almeno, a trovare una soluzione alternativa. Perché dal comando genovese minimizzano il contenuto della circolare. «Si tratta solo di un giro contabile - spiegano i vertici genovesi -. Non c’è nulla di cui meravigliarsi, i soldi si prendono dove ci sono, sono aggiustamenti di bilancio. A prescindere dalle eventuali ristrettezze economiche avviene così tutti gli anni». Gli inviti al risparmio, dalle spese di riscaldamento a quelle della luce e fino al telefono, sono davvero ormai una costante, ma l’ordine di non pagare le bollette stavolta ha sorpreso i carabinieri liguri. E dal comando si ammette che in effetti le bollette non verranno pagate, almeno per il momento. «Salderemo tutti i conti, magari non subito, ma a gennaio - ribattono -. Poi stiamo parlando di bollette della luce e del gas, non della fornitura di benzina per le pattuglie che non potrebbero garantire il servizio». Un po’ come dire che si cerca di risparmiare sugli «spiccioli» in confronto al complesso bilancio dell’Arma e che soprattutto non si taglia alcun servizio essenziale per la sicurezza dei cittadini.
Una risposta che soprattutto cerca di non collegare l’ordine di non pagare le bollette impartito ai carabinieri genovesi, con le recenti prese di posizione del Cocer, il sindacato dell’Arma, che per la prima volta nella storia attacca senza mezzi termini il governo italiano esprimendo «forti preoccupazioni per la funzionalità dei reparti dell’Arma in relazione ai presumibili tagli di bilancio». Pur nella massima compostezza e nella cercata discrezione, anche i carabinieri si uniscono al resto degli italiani, contro la Finanziaria. Magari anche con lo «sciopero» obbligato delle bollette.