Caracciolo entra con il 30% in «Libération»

da Parigi

L'editore Carlo Caracciolo ha acquistato il 30% del quotidiano francese Libération, diventandone il secondo azionista dopo Edouard de Rothschild, che detiene circa il 38 per cento.
È quanto rende ha reso noto «Primaonline», il sito Internet del mensile Prima Comunicazione, aggiungendo che la decisione è stata presa dopo che i dipendenti di Libé hanno accettato il cambiamento di statuto che implica la perdita di una parte del loro diritto di voto ad eccezione di quello sulla nomina del direttore.
Nei giorni scorsi il presidente onorario del gruppo editoriale aveva acquistato anche 550mila azioni del gruppo Espresso, riportando la propria partecipazione, diluita dalle operazioni sul capitale, al 10% circa. Caracciolo, tra i fondatori della Repubblica, si affianca ad altre personalità azioniste quali il filosofo e scrittore transalpino Bernard-Henri Lévy e André Rousselet. Lo stesso Rothschild ha poi dichiarato che si tratta di «una tappa fondamentale per la rifondazione di Libération».
Smentita invece, da un portavoce di Carlo De Benedetti, l'entrata nel capitale del quotidiano francese da parte dello stesso Ingegnere o del gruppo Espresso, anticipata ieri da un altro quotidiano transalpino, le Figaro.