Caravaggio e l'arte della fuga

Capolavori e mecenatismo. Riapre a Genova la Villa del principe con ottanta opere, alcune delle quali mai esposte, per celebrare i dipinti di paesaggio custoditi nelle dimore della dinastia Doria Pamphilj

Un omaggio a Caravaggio, per i quattrocento anni dalla morte, e la celebrazione di uno straordinario capitolo del mecenatismo. Ma anche l'apertura, dopo il restauro, di un gioiello dell'architettura. Un'occasione straordinaria la grande mostra che, partendo dalla "Fuga in Egitto" di Caravaggio, riunisce per la prima volta i dipinti di paesaggio custoditi nelle dimore della dinastia Doria Pamphilj e che riaprirà il 26 marzo a Genova la Villa del Principe, appena restaurata negli interni e nei giardini.
Accanto al capolavoro di Michelangelo Merisi (di cui si celebra appunto il quarto centenario della scomparsa) saranno collocate un'ottantina di opere, molte delle quali mai esposte prima. Ideata dalla Società Arti Doria Pamphilj, presieduta dalla Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj, l'importante rassegna si intitola "Caravaggio e l'arte della fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj" ed è stata curata da Massimiliano Floridi.
La selezione dei dipinti documenta come la storia del collezionismo e mecenatismo della celebre dinastia genovese-romana sia stata fortemente caratterizzata, nel corso della sua lunga storia, dalla costruzione e allestimento di magnifiche ville extra-urbane, oggi monumenti nazionali. E come tale processo sia stato organicamente legato alla storia del genere pittorico del paesaggio.
La stessa Villa del Principe, la meravigliosa costruzione realizzata da Andrea Doria nel 1521 è ancora oggi testimonianza della corte rinascimentale del casato genovese animata da artisti quali Perin del Vaga, lì giunto dopo il Sacco di Roma per occuparsi degli arredi e delle decorazioni di gran parte delle sale. La Villa venne poi ampliata dal successore di Andrea, Giovanni Andrea I Doria, con il quale raggiunse il suo massimo splendore.
Secondo recenti ricerche, proprio da lui Caravaggio ricevette, durante il breve soggiorno a Genova dell'agosto 1605, l'offerta di affrescare una loggia del palazzo in cambio del favoloso compenso di 6mila scudi. Che però l'artista rifiutò.
Tornata agli antichi splendori dopo una serie di complessi restauri, la dimora, ancora ricca di tesori nascosti, si appresta dunque a ospitare la mostra che per la prima volta riunirà tra Genova e Roma le collezioni sul tema de paesaggio.
In venti generazioni, la famiglia ha infatti guidato il gusto e l'estetica dell'elite culturale italiana, attraverso straordinarie scelte di mecenatismo. Il primo esempio è proprio il capolavoro di Caravaggio, punto di partenza della rassegna, quella "Fuga in Egitto", un tempo nella villa del Bel Respiro a Roma, l'unica del genio lombardo in cui ci sia una brano significativo di paesaggio. Anzi, recenti indagini hanno messo in luce talune fasi costruttive che autorizzano a ipotizzare una prima idea del quadro proprio come paesaggio.
Nella mostra, aperta da una preziosa sequenza di opere provenienti dalla villa cinquecentesca Centurione Doria di Pegli (Genova), saranno esposti in prevalenza cicli pittorici seicenteschi. Ecco la serie di Momper e Dughet, Grimaldi e Anesi per la villa del Bel Respiro, testimonianze dal palazzo di Nettuno e dal casino di Anzio, nonchè dalla villa di Ripa Grande, dimora della celebre Donna Olimpia, con opere di Francesco da Ponte detto il Bassano e del noto paesaggista olandese Herman van Swanevelt.