Al Caravanserraglio, dove lo shopping è colto ma anche chic e "charity"

Quest'anno per i regali di Natale spenderemo 430 euro a famiglia. E dieci milioni di italiani cercheranno nei mercati, tra la presentazione di un libro e un mondanità, i pacchi dono da mettere sotto l'albero

La grande caccia è già partita durante il ponte dell'Immacolata: nonostante i morsi della crisi economica, si calcola che quest'anno per i regali di Natale spenderemo 430 euro a famiglia, il sedici per cento in più della media europea. E secondo una ricerca della XMas Survey 2010, oltre dieci milioni di italiani cercheranno nei mercatini i loro pacchi da mettere sotto l'albero.
Una tradizione tipicamente nordica, che da qualche tempo è arrivata pure in Italia e che a Roma si è sviluppata sotto forma di bancarelle chic. Stand in grandi alberghi o in circoli esclusivi, mailing-list, scatenate addette alle pubbliche relazioni, attrici e scrittori a fare da madrine e testimonial, bicchierate, esposizioni legate a eventi di beneficienza.
Come al sofisticato «Caravanserraglio», organizzato da Ciu Ciu Bosco e Flavia Donà dalle Rose in viale Tiziano e in piazza Apollodoro. La rassegna, che fino al 23 dicembre offrirà chicche e raffinatezze di creativi, stilisti e artigiani, raccoglie anche fondi per la Birmania e la onlus «Io Domani». Dai gioielli di Cristina Micara ai pigiami di Odette Lafrance, dalle marocchinerie di Carla Giannotti ai vestiti di Cristiana e Gianna, questo e altro nei trenta banchi. C'è spazio anche per i libri. Venerdì 11 alle 18,30 Niccolò Ammaniti e Livia Azzariti presenteranno «C'era una vodka, un'educazione spirituale da zero a sessanta gradi», di Sapo Matteucci, edizioni Laterza.
Il termine caravanserraglio è mutato dal francese nel XVII secolo. E' l'antico karawan-sarai, palazzo della carovana della lontana Persia, nel cui cortile gli animali da trasporto le merci e le persone formavano, per il tempo della sosta, in un'allegra babele. «Anche la nostra è una fantasmagorica baraonda - racconta Flavia Donà dalle Rose - , che accende le menti di artisti ed artigiani che si nutrono in primo luogo di fantasia. La struttura del nomadismo, come la natura stessa di ogni viaggio, non può mai essere uguale. La materia prima che tiene insieme e compone l'esposizione, è fatta di gioielli e accessori, sculture,abiti per donna, uomo e bambini, vetri e oggetti d'arredamento, quadri e tappeti, giocattoli e dolci sempre diversi».
Dunque un nome davvero appropriato. La mostra mercato infatti, già passata a Parigi, Milano e Lecce, in futuro sbarcherà pure a New York.