Carbone è il nuovo presidente della Corte Suprema

Con venti voti a favore e quattro astenuti, l'ex presidente aggiungo della Suprema Corte, diventa primo presidente della Cassazione. L'incarico era scoperto da ottobre. Napolitano: "Spero che tutti collaborino"

Roma - Vincenzo Carbone è il nuovo primo presidente della Cassazione. Lo ha deciso il plenum del Csm (Consiglio superiore della magistratura), presieduto dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Con venti voti favorevoli e 4 astenuti - ossia i consiglieri togati di Magistratura democratica Livio Pepino, Elisabetta Cesqui, Fiorella Pilato ed Ezia Maccora -, Carbone, fino ad oggi presidente aggiunto della Suprema Corte, è stato investito dell'incarico di presidente della Cassazione.  Come da prassi, non ha partecipato alla votazione il presidente della Repubblica.

Sostituisce Marvulli Con la decisione espressa da Palazzo Dei Marescialli, la "poltrona" del magistrato più importante d'Italia, vacante da dieci mesi, trova un inquilino. L'ultimo ad occuparla era stato Nicola Marvulli, andato in pensione ai primi di ottobre dello scorso anno. Il candidato "naturale", ossia lo stesso Carbone, era stato "bocciato" dal Csm per via di un incarico universitario non autorizzato. In seguito, però, la giustizia amministrativa ha dato ragione al ricorso di Carbone e ha rimesso il suo nome in gioco dinanzi al plenum.

La professione di umiltà di Carbone Dal "parlamentino" di Palazzo dei Marescialli è stata particolarmente apprezzata la lettera inviata dallo stesso Carbone al Capo dello Stato lo scorso 11 luglio, nella quale il magistrato ha fatto una "professione di umiltà" rimettendosi - qualunque essa fosse stata - alla volontà del Csm, indipendentemente dall’esito della pronuncia dinanzi al Consiglio di Stato". Voto favorevole a Carbone è stato espresso anche dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino.

Napolitano: "Si chiude una vicenda che mi ha preoccupato" "Si chiude con la nomina di Vincenzo Carbone ai vertici della Suprema Corte una sofferta vicenda che aveva destato in me la più viva preoccupazione". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato la nomina di Vincenzo Carbone alla poltrona più alta del "Palazzaccio", formulando al magistrato "auguri di buon lavoro per lo svolgimento delle delicate e complesse funzioni alle quali è stato oggi richiamato, nella certezza che saprà fornire al Csm un valido apporto". Infine il Capo dello Stato ha colto l’occasione per rivolgere a Nicola Marvulli, andato in pensione ad ottobre scorso la sua più "sincera gratitudine per l’impegno appassionato e continuo di cui ha dato prova negli oltre 5 anni durante i quali è stato al vertice degli uffici giudicanti della magistratura italiana". 

Collaborazione tra tutti i componenti Poi sull'attività del Csm, il presidente della Repubblica ha auspicato che l’attività del Csm "possa svolgersi in un clima di sereno e costruttivo confronto e di fattiva collaborazione tra le sue diverse componenti. I temi su cui riflettere non mancano. Alcuni, come quello richiamato da Napolitano della "massima serenità e riservatezza nello svolgimento di tutte le funzioni proprie dell’autorità giudiziaria" e il non inserimento "in atti processuali di valutazioni e riferimenti non pertinenti", è lo stesso presidente a definirli "cruciali per la giustizia" e bisognosi "di una opportuna ulteriore approfondita e rigorosa riflessione da parte del Csm e di tutti gli operatori".