Carboni, nonno di Spagna: «Fermateli così»

«Ronaldinho è più grande anche di Ronaldo. Bisogna incollarsi a lui. Ma non fate la gabbia: Eto’o e Giuly liberi sono un pericolo»

Gian Piero Scevola

Lo scorso 6 aprile ha compiuto 41 anni e, con la vittoria pasquale del Valencia sull’Espanyol per 4-0, è diventato il nonno della Liga, primo calciatore a scendere in campo in Spagna a 41 anni. E “Papy” Carboni, come lo chiamano affettuosamente i tifosi iberici, guarda con attenzione alla sdida di questa sera al Meazza.
Per chi tiferà?
«Il cuore è sempre italiano e dico Milan, ma anche il Barcellona è un club che mi piace molto, quello che preferisco dopo il mio Valencia e in questi anni in Spagna ho imparato ad apprezzarlo».
Va bene il tifo, ma chi vincerà?
«I rossoneri potrebbero anche farcela a battere il Barça a San Siro, ma devono impedire agli avversari di fare gol. Il ritorno è tutto per gli spagnoli».
Come vede la sfida Kakà-Ronaldinho?
«Duello di mostri: Kakà è bello a vedersi e quando cambia ritmo e accelera è imprendibile. Ronaldinho è Ronaldinho, l’attuale Dio del calcio, il migliore in senso assoluto».
Ronaldinho lo conosce bene, l’ha avuto tante volte contro come avversario, ce lo illustri.
«È un giocatore di un altro livello, uno che lascia tutti a bocca aperta. Esce sempre tra gli applausi, anche dei tifosi avversari. Chi se lo trova di fronte sul campo, però, non è tanto contento. Il suo unico limite, se così possiamo chiamarlo, è che parte sempre da sinistra e qualcuno può pensare che in questo è prevedibile e controllabile. Ma poi all’atto pratico non riesci a contenerlo».
Allora come si può fermare?
«Sparandogli o mettendolo in gabbia. Scherzo, ovviamente, ma qualcuno dovrebbe sacrificarsi e seguirlo ovunque. Anticiparlo è quasi impossibile, tanto è rapido. E quando ha il pallone tra i piedi è altrettanto veloce e imprevedibile. Sa fare giochetti che nessuno riesce a immaginare. Si può anche tentare di costruirgli attorno una marcatura di due-tre giocatori, ma così resterebbero liberi altri suoi compagni e lasciare da solo un certo Eto’o oppure Giuly non è davvero consigliabile».
Meglio lui o Ronaldo?
«Ronaldo è grandissimo, ma Ronaldinho di più».
Cosa deve fare il Milan per vincere e arrivare alla finale di Parigi?
«Deve pressare senza respiro in mezzo al campo, tagliare i rifornimenti a Ronaldinho, marcare da vicino anche Eto’o e saper approfittare delle amnesie difensive dei catalani che, venerdì contro il Villarreal, hanno lasciato troppo spazio agli avversari rischiando più di un gol».
Milan senza Inzaghi...
«È un peccato perchè con i suoi scatti e la sua rapidità avrebbe potuto essere letale. Un’assenza pesante, però in compenso ci sarà Shevchenko, uno che la mette sempre dentro e che è tra i più forti cannonieri in circolazione».
Ma un Amedeo Carboni avrebbe potuto fare la sua parte questa sera a San Siro?
«Perchè no? Ho 41 anni ma non me li sento, mi pare di essere un ragazzino. Mi rivedrete in Champions la prossima stagione».