Carburanti, Adiconsum chiede il taglio immediato del prezzo alla pompa

Quantificata dall'associazione dei consumatori in 7-9 centesimi la riduzione dei listini. «I petrolieri speculano sull'aumento del petrolio»

In un anno esatto il petrolio è aumentato di 11 cent, la benzina di 12, il gasolio di 15 e quello da riscaldamento di 13. Dati incontestabili (fonte Ministero Sviluppo Economico) che dimostrano come i petrolieri hanno aumentato il prezzo alla pompa più dell'aumento del prezzo del petrolio.
I petrolieri non possono portare a giustificazione neppure la scusa del carico fiscale, rimasto sostanzialmente invariato.
Per questo motivo Adiconsum chiede al Ministro Romani l'immediata emanazione del decreto carburanti, annunciato più volte dal sottosegretario Saglia, pronto da oltre un anno, ma mai emanato. Il decreto dovrebbe contenere alcune proposte, frutto anche del lavoro svolto dal Tavolo Carburanti con le Associazioni Consumatori, tra le quali: variazione periodica e non giornaliera del prezzo alla pompa, aumento dei distributori indipendenti, ampliamento degli orari di servizio. Adiconsum chiede una riduzione immediata del prezzo alla pompa compresa fra i 7 e i 9 centesimi per sterilizzare i guadagni impropri dei petrolieri e per eliminare la sovrattassa pari a 5 centesimi che gli italiani pagano da anni a partire dalla guerra in Abissinia. Nel 2010 l'aumento dei prezzi dei carburanti ha fatto spendere alle famiglie italiane 4,81 miliardi di euro in più per fare il pieno alla macchina: a beneficiarne è stato anche l'Erario, che ha incassato 528
milioni in più rispetto allo scorso anno. La stangata al distributore è calcolata da Federcosumatori e Adusbef ed è appena mitigata dal fatto che le due associazioni non tengono conto del calo delle vendite, pari al 5,9% per la benzina e allo 0,4% per il gasolio nei primi 11 mesi dell'anno.