Carburanti, ancora rialzi: costeranno il 15% in più

I listini dei carburanti hanno fatto registrare rincari
non indifferenti. Il ponte dell’8 dicembre costeranno agli italiani 
il 15% in più solo per il rifornimento di carburante. I consumatori: "Rincari incomprensibili"

Roma - In concomitanza dell’ultimo ponte, quello dell’Immacolata, e della partenza di milioni di cittadini, i listini dei carburanti hanno fatto registrare rincari non indifferenti. Il ponte dell’8 dicembre costerà, infatti, agli italiani quasi il 15% in più solo per il rifornimento di carburante.

La nuova ondata di rialzi Nuova ondata di rialzi sulla rete carburanti. Dopo il passo in avanti di Agip di venerdì scorso, dal consueto monitoraggio di Quotidianoenergia.it emerge, infatti, che Erg, Esso, Shell e Tamoil hanno ritoccato all’insù i listini, mentre Api-Ip hanno fatto un piccolo passo indietro. Nel dettaglio, Erg ha aumentato di 0,5 centesimi il prezzo di riferimento di benzina e diesel, portandosi a 1,309 e 1,149 euro/litro. Esso e Tamoil sono salite rispettivamente di 0,6 e 0,3 centesimi su entrambi i prodotti fino a 1,312 euro/litro per quanto attiene alla verde e a 1,152 euro/litro per il gasolio. Shell è avanzata fino a 1,164 euro/litro (+0,5 centesimi) sul solo diesel. Infine, marcia indietro di Api-Ip dopo gli aumenti di giovedì. Negli impianti della famiglia Brachetti Peretti, infatti, il prezzo di riferimento dei due prodotti è stato limato al ribasso di 0,4 centesimi e si attesta ora rispettivamente a 1,315 e 1,155 euro/litro.

Consumatori sul piede di guerra Secondo le principali associazioni di consumatori, l’aumento deciso da alcune compagnie petrolifere per la benzina è francamente "incomprensibile". Adusbef e Federconsumatori evidenziano come dopo che il "prezzo del greggio, che si è attestato, nell’ultima settimana, a una media di 76 dollari al barile e considerato il cambio euro-dollaro, con l’euro a circa 1,50 dollari, ci saremmo aspettati una riduzione dei prezzi dei carburanti e non una loro lievitazione che si può definire a dir poco speculativa". Per l’ennesima volta, quindi, rilevano i presidenti delle due associazioni dei consumatori, rispettivamente, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, "lanciamo questa denuncia e, nello stesso tempo, ribadiamo la nostra indignazione di fronte alla mancata volontà, da parte del Governo, di portare avanti con grande determinazione quello che i cittadini si aspettano e pretendono, e cioè: verifiche, controlli e sanzioni per chi specula in questo settore anche attraverso l’utilizzo di una doppia velocità nell’adeguamento dei prezzi; azzeramento del divario del costo industriale dei carburanti tra Italia e gli altri paesi europei, pari ad una differenza oramai strutturale di 3-4 centesimi al litro; un’accelerazione del processo di liberalizzazione della rete dei carburanti". È incredibile infatti che in Italia a differenza degli altri paesi europei, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, "vi siano solo circa 400 distributori senza marchio, e appena una decina nella grande distribuzione: i distributori indipendenti rappresentano cioè solo l’1,6% dell’intera rete".